Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

De oratore liber III – Cicerone

“Tantum significabo brevi neque verborum ornatum inveniri posse non partis expressisque sententiis, neque esse ullam sententiam inlustrem sine luce verborum”
(Dirò solo brevemente che non può esserci eleganza di parole, se uno non abbia prima concepito e sviluppato un pensiero, e che non ci può essere chiarezza di pensiero senza chiarezza di parole)

“…quippe qui omnium maturrime ad publicas causas accesserim annosque natus unum et viginti nobilissum hominem et eloquentissimum in iudicium vocarim; cui disciplina fuerit forum, magister usus et leges et instituta populi Romani mosque maiorum”
(Io ho iniziato la carriera forense più presto di ogni altro, tanto che a ventun annu citai in giudizio un uomo nobilissimo ed eloquentissimo. La mia scuola è stata il foro, i miei maestri l’esperienza, le leggi, le istituzioni del popolo romano e le consuetudini degli antichi.)

“Nam neque sine forensibus nervis satis vehemens et gravis nec sine varietate doctrinae satis politus et sapiens esse orator potest.”
(Un oratore non sarà mai abbastanza robusto ed efficace senza il vigore che si acquista con la pratica del foro, nè abbastanza colto e saggio senza ricchezza di dottrina)

“Per questo avviene che lo studio approfondito delle cose è difficilissimo, mentre un orientamento generale è facile, qualora la scienza sia rafforzata dall’esperienza, lo studioso vi si applichi con discreto impegno e permangano sempre  vive la memoria e la passione.”

“Sic omnibus in rebus voluptatibus maximis fastidium finitum est”
(Così in tutte le cose il sommo piacere confina con la noia)

“Nessuno infatti ha un’intelligenza così acuta e un ingegno tanto vivace, da penetrare entro problemi così acuti, se prima non gli sono stati spiegati; nè le cose sono avvolte da tale oscurità che un uomo di acuto ingegno non possa penetrarle a fondo, una volta che le abbia osservate.”

“…rerum enit copia verborum copiam gignit”
(Infatti l’abbondanza della materia produrrà l’abbondanza delle parole)

“quei fatti che non conosco – e sono certo molti – cerco di conoscerli quando me lo impone la causa che debbo perorare”

“Non c’è nulla infatti così docile, così pieghevole, nè tanto disposto ad andare ovunque tu lo porti, quanto la parola”

“E’ evidente che non si addice lo stesso stile a ogni causa, uditorio, persona e circostanza”

“Ornamentis eisdem uti fere licebit alias contentius, alias summissius; omnique in re posse quod deceat facere artis et naturae est, scire quid quandoque deceat prudentiae”
(Poter fare in ogni occasione ciò che convenga, è proprio dell’arte e della natura; sapere che cosa convenga fare e quando è proprio della sagacia)

“Il modo di porgere, si, il modo di porgere è tutto nel discorso: senza quest’arte un oratore grandissimo non vale nulla; con essa un modesto oratore spesso vince i grandissimi”

“Specchio dell’animo è il volto e gli occhi ne sono gli interpreti”

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