Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

La malattia mortale – Kierkegaard

“A molti forse questa forma di svolgimento apparirà strana e troppo rigorosa per essere edificante, e troppo edificante per essere rigorosamente scientifica. Quanto a quest’ultimo argomento, io non ne ho opinione alcuna. Quanto al primo, invece, la mia opinione non è quella; e se la forma fosse troppo rigorosa per essere edificante, questo, secondo il mio modo di vedere, sarebbe un difetto. Una cosa è se il libro può essere edificante per tutti, giacchè non tutti dispongono dei presupposti necessari per seguirlo, un’altra cosa se ha un carattere edificante. Perchè dal punto di vista  cristiano tutto, proprio tutto dev’essere edificante: quel genere di rappresentazione scientifica che non finisce per edificare è, proprio per questo, non cristiano. Tutto ciò che è cristiano deve somigliare, nella forma di rappresentazione, alla diagnosi di un medico al letto di un malato; quantunque soltanto l’esperto possa capirla, non bisogna mai dimenticare dove ci si trova.”

“Ogni conoscenza cristiana, per quanto rigorosa ne sia la forma, dev’essere ansiosa; e quest’ansia è per l’appunto ciò che edifica, essa è il rapporto con la vita, con la personalità reale e perciò, cristianamente parlando, la serietà, la sublimità indifferente della scienza, dal punto di vista cristiano, è lontano dall’essere più seria, anzi è celia e vanità.”

“Non è perchè Lazzaro fu risuscitato dai morti che si può dire che questa malattia non è mortale; è perchè c’è Lui che questa malattia non è mortale.”

“La disperazione è un pregio o un difetto? Da un punto di vista puramente dialettico è l’uno e l’altro. Se ci si volesse fermare sul pensiero astratto di disperazione senza pensare a una persona disperata, si dovrebbe dire: è un pregio immenso. La possibilità di questa malattia è la prerogativa dell’uomo di fronte all’animale; e questa prerogativa lo distingue in tutt’altro modo che non l’andatura eretta, poichè idica che egli è infinitamente eretto ed elevato, cioè che è spirito. La possibilità di questa malattia è la prerogativa dell’uomo di fronte all’animale; rendersi conto di questa malattia è la prerogativa del cristiano di fronte al pagano; esser guarito da questa malattia è la beatitudine del cristiano.”

“Quindi cadere nella malattia mortale è non poter morire, ma non come se ci fosse la speranza della vita, anzi, l’assenza di ogni speranza significa qui che non c’è nemmeno l’ultima speranza, quella della morte. Quando il maggior pericolo è la morte, si spera nella vita; ma quando si conosce il pericolo ancora più terribile, si spera nella morte. Quando il pericolo è così grande  che la morte è divenuta la speranza, la disperazione è l’assenza della speranza di poter morire.
In quest’ultimo significato la disperazione è chiamata la malattia mortale: quella contraddizione tormentosa, quella malattia nell’io di morire eternamente, di morire eppure di non morire, di morire la morte.”

“…perchè avere un io, essere un io, è la più grande concessione fatta all’uomo, ma, nello stesso tempo, è ciò che l’eternità pretende da lui.”

“Il caso raro non è che uno sia disperato; no, è raro, rarissimo che uno in verità non lo sia.”

“Ah si parla tanto di pene e di miserie umani: io cerco di comprenderle, ne ho visto anche diversi casi da vicino; si parla tanto di vite sciupate: ma sciupata è soltanto la vita di quell’uomo che la lasciava passare, ingannato dalle gioie o dalle preoccupazioni della vita, in modo che non diventò mai, in una decisione eterna, consapevole di se stesso come spirito, come io, oppure – il che vuol dire lo stesso – non si rese mai conto, non ebbe mai, nel senso più profondo, l’impressione che esiste un Dio e che egli, egli stesso, il suo io, sta davanti a questo Dio, impressione equivalente alla conquista dell’infinità che non si raggiunge se non attraverso la disperazione.”

“…mondanità vuol dire proprio attribuire alle cose senza importanza un valore infinito.”

“Vedendo intorno a sè la folla degli uomini, affaccendandosi con ogni sorta di affari mondani, imparando come vanno le cose del mondo, un tale uomo dimentica se stesso, dimentica che cosa egli è in un senso divino, non osa più credere in se stesso, trova che sia troppo rischioso essere se stesso, è molto più facile e più sicuro essere come gli altri, diventare una scimmiotatta, un numero fra gli altri nella folla.”

“Pregare è pure respirare; e la possibilità è per l’io ciò che l’ossigeno è per la respirazione. Ma come l’uomo non può respirare soltanto l’ossigeno nè soltanto l’azoto, così il respiro della preghiera non può dipendere nè dalla sola possibilità nè dalla sola necessità. perchè si possa pregare bisogna che ci sia un Dio, un io, e la possibilità, opure un io o la possibilità nel senso preciso, perchè Dio è che tutto è possibile e che tutto è possibile è Dio; e soltanto colui il cui essere fu talmente scosso che, comprendendo che tutto è possibile, è diventato spirito, soltanto lui è entrato in rapporto con Dio. Che la volontà di Dio è il possibile fa si che io possa pregare; se essa fosse soltanto il necessario, l’uomo sarebbe essenzialmente muto come l’animale.”

“Il bisogno della solitudine è sempre un segno che in un uomo c’è dello spirito, e offre la misura per determinare questo spirito.”

“Può accadere però che egli, proprio quando si è aperto davanti a un altro, si dispera per questo, che gli sembra dovesse essere suo dovere preferire infinitamente di resistere nel silenzio anzichè far conoscere il suo stato d’animo a un altro.”

“Il peccato è: davanti a Dio o avendo l’idea di Dio, disperatamente non voler essere se stesso, o disperatamente voler essere se stesso.”

“…ma che accento infinito cade sull’io nel momento in cui riceve come misura Dio.”

“Si è detto tante volte che gli uomini si scandalizzano del cristianesimo perchè ècosì cupo e oscuro, se ne scandalizzano perchè è così severo e via dicendo; bisogna però una volta per sempre mettere perfettamente in chiaro che la vera ragione per cui l’uomo si scandalizza del cristianesimo è che questo è troppo alto, che la sua misura non è la misura dell’uomo, che vuol fare dell’uomo qualcosa di così straordinario da non poter essere accolto da mente umana.”

“Allora che cos’è lo scandalo? Lo scandalo è ammirazione infelice; è perciò una specie di invidia, ma un’invidia che si rivolge contro l’uomo stesso, in un senso più stretto: è la peggiore forma di invidia contro se stesso. La grettezza di cuore dell’uomo naturale non può non invidiare a se stesso lo straordinario che Dio gli ha voluto concedere; perciò si scandalizza.”

“E ora pensiamo al cristianesimo! Oh certamente, chi lo difende non ci ha mai creduto. Se egli crede, l’entusiasmo della fede è, non una difesa, anzi è l’attacco, è la vittoria: un credente è un trionfatore.”

“Che risultato eccellente ha conseguito la cristianità! Se non si fosse mai sentita una parola del cristianesimo, gli uomini non sarebbero così presuntuosi, come, infatti, non è mai stato il paganesimo; ma siccome le idee cristiane sono state divulgate in un modo così poco cristiano, la gente se ne serve per nutrire la massima saccenteria, se pure non ne abusa in altro modo egualmente sfacciato. Infatti, non è argomento per un epigramma che il bestemmiare non era ancora in uso nel paganesimo mentre invece è diffusissimo nel mondo cristiano? che il paganesimo pronunciava il nome di Dio con un certo orrore, col timore del mistero, quasi sempre con grande solennità, mentre nel mondo cristiano il nome di Dio è forse la parola che ricorre più spesso nella conversazione di ogni giorni, e in ogni modo è la parola che si usa con la maggiore spensieratezza e trascuranza, perchè il povero Dio rivelato 8il quale è stato abbastanza incauto e imprudente da rivelarsi invece di tenersi nascosto come fanno sempre i personaggi distinti) è divenuto un personaggio troppo conosciuto in tutta la popolazione, al quale rende già un servizio straordinario andando qualche volta in chiesa, dove uno viene elogiato dal pastore che lo ringrazia in nome di Dio per l’onore della visita e lo onora col titolo di devoto e punzecchia invece un poco la gente che non rende mai a Dio l’onore di andare in chiesa?”

“Come peccatore l’uomo è separato da Dio dall’abisso più profondo della qualità. E, naturalmente, Dio è separato dall’uomo  dall’abisso della stessa qualità; quando rimette i peccati.”

“Chi siede in una vetrina non è così penosamente esposto agli sguardi della gente come ogni uomo nella sua trasparenza davanti a Dio.”

“Se Cristo ti è stato annunziato, è scandalo il dire: non ne voglio avere opinione alcuna.”

“…nella prima parte fu stabilita la formula per lo stato in cui non c’è nessuna disperazione: mettendosi in rapporto con se stesso e volendo essere se stesso, l’io si fonda, trasparente, nella potenza che l’ha posto. E questa formula , come abbiamo spesso rammentato, è la definizione della fede.”

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