Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

La felicità domestica – Tolstoj

“”In casa era come se si avvertisse ancora la morte; la mestizia e l’orrore della morte stagnavano nell’aria. La camera di mamma era chiusa, ed io provavo spavento, e altempo stesso c’era qualcosa che mi attirava a gettare uno sguardo in quella stanza fredda e vuota, quando le passavo accanto, andando a letto.”

“Non invano egli diceva che nella vita esisteva un’unica indubbia felicità: vivere per gli altri.”

“E avevo voglia di non uscire mai più da quella stanzetta, non volevo che giungesse il mattino,non volevo che se ne volasse via quell’atmosfera d’ anima chemi circondava. Mi sembrava che i miei sogni, i pensieri e le preghiere fossero delle creature vive, che lì nel buio vivessero con me, volassero accanto al mio letto, mi sovrastassero. E ogni pensiero era il pensiero di lui, e ogni sentimento, il sentimento di lui. Io a quel tempo ancora non sapevo cosa fosse l’amore, pensavo che così potesse sempre essere, che così, gratuitamente, questo sentimento potesse sempre elargirsi.”

“…c’era in noi, al contrario, un unico sentimento egoistico di amore dell’uno verso l’altra, il desiderio di essere amati, un’allegria immotivata, costante, e l’oblio di ogni cosa al mondo.”

“La cosa peggiore per me era che sentivo come, di giorno in giorno, le abitudini della vita incatenassero la nostra esistenza in una forma definita, come il nostro sentimento perdesse libertà, e sottostasse allo scorrere regolare, impassibile del tempo. Al mattino eravamo allegri, a pranzo ossequiosi, la sera teneri.”

“E tutto era lo stesso…….ma tutto era cambiato in modo così terribile, impossibile. Era così freddo tutto quello  che avrebbe potuto essere caro e vicino!”

“Restai a lungo seduta in questo modo, rammentando con dolore il passato , quello che non poteva avere ritorno, e fantasticando timidamente di quel che di nuovo doveva ancora venire. Ma era come se ormai, davanti, non ci fosse più nulla, come se non desiderassi nè sperassi alcunché”

“Tu ragionavi, ragionavi molto – dissi – Tu amavi poco”

“Non tenteremo di ripetere la vita  – continuò – non mentiremo a noi stessi”

“Presi in braccio il bambino, coprii le sue gambette rosse tutte nude, lo strinsi a me e, sfiorandolo appena con le labbra, lo baciai. Egli come in sogno agitò la manina con le dita rugose distese, e aprì gli occhietti offuscati, come cercando o rammentando qualcosa; improvvisamente questi occhietti si fermarono su di me, una scintilla di pensiero vi balenò dentro, le labbruzze paffuta, dischiuse, presero a prepararsi e s’aprirono in un sorriso. “Mio, mio, mio!” pensai, stringendomelo al petto con una felice tensione di tutte le membra e trattenendomi a fatica per non fargli male. E mi misi a baciare le sue gambette fredde, il pancino, e le braccia, e la testina appena coperta di capelli. Mio marito mi si avvicinò, io coprii rapidamente il volto del bambino, per poi scoprirlo.”

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