Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Storia della guerra civile americana – R.Luraghi

“Passò così se non inosservato, certo poco notato il fatto che nel 1859 venisse perforato il primo pozzo petrolifero in Pennsylvania; pochi sospettavano che quel liquido nero, denso, oleoso, costituisse per gli Stati Uniti un dono ben più prezioso dell’aureo metallo. Per il momento impressionava e sbalordiva il fatto che ormai la sola California forniva più oro che tutto il resto del mondo messo assieme; nel 1853 ne dette tre volte tanto quello prodotto nel rimanente del Globo.”

“Era insomma una repubblica sana e forte  quella che cresceva all’ombra della bandiera rivoluzionaria a stelle e strisce; composta da uomini risoluti ed energici, intraprendenti e tenaci. Abituati a costruirsi la vita con il lavoro, la loro nota dominante era essenzialmente un solido e ragionato ottimismo, accompagnato da una ferma fede nelle proprie energie e nella propria ventura che tutti accomunava, tutti incitava e guidava.”

“Lungo quelle vie (e lungo tutte quelle del sud) la vita camminava con un ritmo lento e tranquillo. I meridionali conoscevano il valore del tempo esattamente come i loro confratelli del Nord; solo, ne avevano una concezione differente e preferivano dedicarlo per quanto possibile alla vita sociale, alle piacevoli conversazioni, all’ospitalità; pur sapendo lavorare sodo, cercavano di lavorare per vivere e non di vivere per lavorare. Il tempo fluiva calmo e tranquillo nel vecchio Sud come sempre era avvenuto nelle civiltà agricole e ciò ingenerava in qualche caso anche pigrizia e spesso immobilismo sociale; ma teneva lontani quelli che i sudisti consideravano si dal tempo di Jefferson i peggiori flagelli: la vita affannosa e senza requie nelle enormi, grige, fumose città; la corsa inarrestabile dall’alba al tramonto, dalla culla alla tomba; la soggezione idolatrata al dio denaro; la liquidazione di quelli che ai meridionali parevano i più begli ideali della vita: il rispetto cavalleresco per l’avversario, la calmae serena tranquillità campagnuola, le ore liberamente spese nella lettura e nell’intrattenimento degli ospiti, la socievolezza, la stabilità sociale raggiunta attraverso l’abile e oculata opera di una elite dirigente piuttosto conservatrice ma bonaria, tollerante e affabile, non schiava del guadagno.”

“La capanna dello zio Tom non contribuì certamente ad accelerare la guerra civile: ma aiutò di sicuro  ad aumentare l’incomprensione tra le due sezioni.”

“Sinchè si rimane sul terreno dei conflitti di interessi economici, ogni compromesso è possibile: ma quando si slitta su quello dei principi, allora non si può più venire a compromessi ed è facile arrivare a momenti fatali ove non si può più cedere di un pollice.”

“Il fucile rigato iniziava una rivoluzione i cui lineamenti non erano ancora ben chiari, ma che avrebbe aperto ormai la strada ai grandi eserciti contemporanei formati interamente da cittadini. Nel medesimo tempo stava per fare la sua trionfale comparsa un nuovo, terribile protagonista: la trincea.”

“…nel Mezzogiorno la vittoria di Bull Run non produsse alcun risultato eccetto l’adozione di una nuova bandiera di combattimento….fu deciso di adottare come insegna di combattimento una bandiera rossa solcata da una croce di Sant’Andrea azzurra listata di bianco, sulla quale spiccavano le 13 stelle della Confederazione. Questo stendardo, non più mutato sino alla fine della guerra, sarebbe divenuto il più popolare ed il più glorioso del sud; le armate della Confederazione lo avrebbero presto dispiegato al lampeggiare dei cannoni su decine di campi di battaglia, coprendolo di gloria immortale.”

“…e il 20 agosto il nome di Armata del Potomac fu ufficialmente assunto dalla grande unità. Sarebbe diventato ben presto un nome glorioso: l’Armata del Potomac, la prima Armata della Grande Repubblica, temprata in anni di guerra al fuoco di decine di battaglie, sarebbe stata ben degnamente registrata tra le più illustri unità della storia.”

“Così scese la sera. L’anno stava per finire: il giorno dopo era il 31 dicembre. La notte era gelida e i soldati si ammassavano nei bivacchi tentando di scaldarsi alla meglio. Da una parte e dall’altra le bande reggimentali suonavano marce militari; poi una, repentinamente, attaccò le note accorate di Home sweet home. prima alcune, poi tutte le altre seguirono; quindi migliaia di voci da una parte e dall’altra del fronte si unirono in un coro immenso. E il canto saliva, da migliaia di cuori, verso il buio cielo invernale, oltre le nubi, su, verso le stelle. All’indomani la grigia pianura sarebbe stata teatro di una tra le più sanguinose battaglie della guerra civile.”

“Nessuno morì su quel campo più gloriosamente di lui; eppure molti morirono, e ci fu molta gloria.”

“…questa nazione, per volontà di Dio, rinasca nella libertà, e…il governo del popolo, diretto dal popolo, per il bene del popolo, non debba scomparire dalla terra.” (Lincoln)

“Il terrore della morte non può nulla o quasi su una popolazione fiera e coraggiosa, amante della propria libertà; ma lo spettro ossuto e squallido della povertà e della fame, la prospettiva  di lunghi anni a venire di miseria e di desolazione per i propri bimbi, senza piùcasa, senza mezzi, in una terra ridotta un deserto, facevano tremare i cuori, piegavano le schiene e le ginocchia, abbassavano le fronti nella polvere.”

“Il Sud sembrava crollare sotto i colpi degli invasori che dovunque si avanzavano: ed a guidarli non c’erano più l’esitante McClellan, il bonario Burnside o il vanaglorioso Pope: ma il terribile Sherman, lo spietato Sheridan, il tenace Grant cui più nulla e nessuno arevano poter resistere.”

“Persino le uniformi accentuavano quest’impressione. Grant indossava una divisa da soldato semplice. Non aveva sciabola nè speroni; gli stivaloni erano infangati e solo le spalline rivelavano il suo rango. …ma non assumeva questa sua uniforme un valore simbolico? Non era egli il figlio di una civiltà giovane e piena di vita, di una civiltà in prepotente, irresistibile ascesa, per la quale questa sosta di Appomattox non era se non una pausa di pochi minuti lungo il trionfante cammino percui non valeva nemmeno la pena di mutar d’abito, o per cui, meglio ancora, il più adatto era quell’abito da lavoro, simbolo della sua attività indefessa, conquistatrice, instancabile, del tanto che ancora rimaneva da costruire, rimaneva da fare?
Di fronte a Grant Lee indossava la sua migliore divisa. La giubba grigia perfettamente abbottonata, gli stivali lucenti, la sciarpa di seta rossa attorno ai fianchi, la sciabola smagliante dall’elsa d’oro cesellato…quello sarebbe stato l’ultimo atto ufficiale dell’antico mondo aristocratico e agrario del Sud. Per il bene come per il male, la nobile èlite del vecchio Sud era giunta al termine della sua giornata terrena.
Che cosa ci sarebbe stato domani nel Mezzogiorno, nessuno era in grado di prevedere: per il momento una società giungeva al suo tramonto; un’epoca storica si apprestava, attraverso la persona del suo più illustre figlio, a uscire simbolicamente dalla scena. Era l’ultimo torneo, quello per cui i cavalieri delle età antiche indossavano le loro armi più splendenti: lentamente un’era sfumava , si trasformava in una immagine ideale, nobile, dignitosa e severa; ben tosto su di essa avrebbe cominciato a posarsi la polvere del tempo.”

“Pochi attimi: e il cuore (di Lincoln) cessò di battere. Erano le 7:22 del 15 aprile 1865.”

“Ma già il 22 e il 23 maggio tutta Washington si era riunita per veder sfilare il formidabile esercito che aveva vinto il Sud. Sulla Pennsylvania Avenue, davanti a una folla immensa, marciarono le divisioni di grant e di Sherman, di Meade, di Thomas, di Sheridan, di Schofield, di Ord, di Canby. Grandi furono gli applausi dei convenuti al magnifico spettacolo; e le teste si scopersero e molti occhi si riempirono di lacrime quando passarono le lacere e scolorite bandiere che avevano sventolato sui campi di Bull Run e di Antietam, Di Forte Donelson, di Pittsburg Landing e di Stone’s River, di Vicksburg e di Gettysburg, di Chickamauga, di Chattanooga, di Wilderness e Spotsylvania, di Atlanta e di petersburgh. Passavano i fieri veterani: ma non c’era gioia nei loro occhi. Perchè il pensiero correva ai molti, ai troppi che mancavano, che dormivano il sonno eterno su cento campi di battagliaormai ridiventati deserti e silenziosi. E lì, sul palco presidenziale eretto davanti alla Casa Bianca, non c’era più quell’alta figura familiare dal viso angoloso  dallo sguardo buono che essi avevano appreso ad amare. Egli non era più lì a preoccuparsi del loro domani, a chinarsi con sollecitudine paterna su quegli uomini dal semplice cuore che avevano salvato l’Unione e anche su quegli altri lontani, che non sfilavano nella grande via tra gli applausi della folla e lo squillo delle fanfare ma stavano tornando stanchi alle loro case nel Sud devastato, dopo aver riiegate le vinte bandiere della morta Confederazione.”

“L’erba, che cresce rapidamente sui campi di battaglia, non cresce mai sui patiboli.”

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