Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il libro dei giudici – La Bibbia

“Adonisedec si diede alla fuga, ma inseguito, lo raggiunsero e gli troncarono i pollici delle mani e dei piedi. Disse allora Adonisec: Settanta re, coi pollici delle mani e dei piedi amputati, raccoglievano, sotto la mia mensa, gli avanzi dei cibi: come ho fatto io, così mi rende ora il Signore. E fu condotto a Gerusalemme ove morì. I figli di Giuda assediarono poi gerusalemme, la presero e, passati gli abitanti a fil di spada, diedero la città alle fiamme” (1,6)

“Ed essi servirono al Signore, fino a quando furono in vita Giosuè e gli anziani, che gli erano sopravvissuti e avevano conosciuto tutte le meraviglie operate dal Signore verso Israele…Ma quando tutta quella generazione si fu riunita ai suoi padri, sorsero altri che non si curarono nè del Signore, nè dei suoi prodigi a favore d’Israele” (2,7)

“Allorchè il Signore suscitava loro dei giudici, Dio assisteva il giudice, il quale li liberava dalle mani dei nemici per tutto il tempo in cui viveva, perchè il Signore si moveva a pietà, quando essi gemevano sotto il giogo dei loro oppressori. ma ecco che, appena morto il giudice, cadevano di nuovo e agivano peggio dei padri loro, seguendo gli dei stranieri, servendoli, adorandoli, senza desistere affatto da quelle pratiche idolatriche, nè dalla loro ostinata condotta”

“Aod intanto si avvicinò al re, che sedeva nella sua stanza estiva, a prendere il fresco, e gli disse: debbo dirti una parola da parte di Dio. il re subito si alzò dalla sedia, e Aod, colla sinistra, estrasse il pugnale dal fianco destro e glielo cacciò nel ventre, con tanta forza che l’elsa stessa penetrò dietro la lama e restò avvolta nel grasso, poichè egli non estrasse il pugnale dal ventre” (3,20)

“In quel tempo era giudice d’Israele una profetessa, Debora, moglie di Lapidot” (4,4)

“O Signore, al tuo uscire da Seir
al tuo avanzare dalle campagne di Edom
la terra tremò, fremettero i cieli
e le nubi si sciolsero in acqua.
Si liquefecero i monti dinanzi al Signore,
alla presenza di Jahvè, Dio d’Israele” (5,4)

“Senza forza e coraggio
erano i capi d’Israele,
finchè non sorsi io, Debora,
finchè non sorsi io, madre d’Israele” (5,7)

“Sorgi, sorgi, Debora!
Sorgi! Sorgi! Sciogli un cantico!” (5,12)

“Così periscano i tuoi nemici,
O Signore!
ma i tuoi amici siano come il sole
sorgente nel suo vigore” (5,31)

“Allora Gedeone disse a Dio: se proprio vuoi salvare Israele per mezzo mio, come hai detto, ecco io porrò questo vello di lana sull’aia: se la rugiada cadrà soltanto sul vello, lasciando asciutto il terreno, io saprò che tu libererai per mano mia Israele, come hai promesso. E così avvenne” (6,36)

“Di qui venne questa usanza in israele: ogni anno le fanciulle ebree se ne vanno a piangere per quattro giorni la figlia di Jefte, il Galaadita” (11,40)

“Guardati però dal bere vino o bevande inebrianti e dal mangiare nulla d’immondo, poichè concepirai e darai alla luce un figlio, sul capo del quale non passerà il rasoio. Egli sarà nazireo, fin dalla nascita e comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei(Sansone)” (13,4)

“La moglie dette dunque alla luce un figlio e gli mise nome Sansone. il fanciullo crebbe, benedetto da Dio, e lo Spirito del Signore cominciò ad investirlo al Campo di Dan, fra Saraa ed Estaol” (13,24)

“Appena arrivato a Lehi, gli si fecero incontro i Filistei con grida di gioia. Ma in quel punto lo Spirito del Signore investì Sansone, el funi che gli legavano le braccia si spezzarono come il lino abbruciacchiato e i legami caddero dalle sue mani. Poi, trovata una mascella d’asino squartato di recente, l’afferrò e uccise con quella mille uomini” (15,14)

“Il rasoio non è mai passato sopra il mio capo, essendo io Nazireo di Dio, fin dal seno di mia madre. Se mi venissero rasi i capelli, si partirebbe da me tutta la mia forza, e io resterei debole come ogni altro uomo. Dalila, visto che Sansone le aveva aperto tutto il suo cuore, mandò a chiamare i principi dei Filistei, dicendo: Venite finalmente! Egli mi ha svelato il suo segreto….Lo presero dunque i Filistei, gli cavarono gli occhi, poi lo condussero a Gaza e lo legarono con due catene di bronzo. Sansone dovette restar così a girar la macina in carcere” (16,16)

“Quindi tastò le due colonne maestre sulle quali si reggeva l’edificio, e si puntò contro di esse, contro l’una col braccio destro e contro l’altra col braccio sinistro, gridando: muoia io insieme ai Filistei!. Poi spinse con tutta la sua forza, e la casa crollò sui capi dei Filistei e su tutti i presenti. Sicchè quelli che fece perire furono più numerosi di quanti ne aveva uccisi in vita sua.” (16,29)

“Ma quegli uomini scellerati non ne vollero sapere, sicchè il levita dovette prendere la moglie e consegnarla ad essi, i quali ne abusarono e la violentarono per tutta la notte, fino al mattino, e la lasciarono soltanto al sorgere dell’aurora” (19,25)

“In quel tempo non vi era un re in Israele e ognuno faceva quello che gli piaceva” (21,25)

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