Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Sicilian tragedi – Cappellani

“Siamo nel quartiere della Civita di Catania, in via Archi della Marina. Il traffico procede lento, incastonato tra gli archi in pietra lavica a forma di antico acquedotto romano, sui quali passano i binari della ferrovia, e il palazzo Biscari. Fino all’inizio del secolo scorso gli archi erano adagiati direttamente sul mare, la via Archi della Marina non esisteva, e il palazzo Biscari non si affacciava su un marciapiede affollaro di venditori ambulanti e di officine di tappezzieri, ma direttamente sull’acqua. Accanto all’ingresso ci sono ancora gli anelli per gli ormeggi delle barche”

“Rosanna Lambertini oggi s’è messa il tailleur Giorgio Armani fasciante culo a mandolino, e con quel mandolino ci sta suonando la serenata alla via Etnea, che si fermerebbero tutte le macchine non fosse che a quest’ora è isola pedonale. S’è messa anche i tacchi alti ovviamente, che, sul basolato in pietra lavica, al culo a mandolino ci tengono proprio il ritmo percussivo, mentre le fischiate dei carusi fanno da sottofondo di archi, viole, violini e contrabbassi, a seconda dell’età e del motodo frischiatorio. Ogni tanto si ferma a guardare le vetrine dei negozi, ma lo spettacolo, quello vero però, è quando si accala per vedere il cartellino del prezzo, e ci sono gli operai sui pontili tubolari per restaurare le facciate dei palazzi barocchi che ci simulano lo svenimento nel vuoto”

“E certo, macari Turi Pirrotta se ne sarebbe potuto andare a fare affari a Londra se non c’avesse avuto quella sventura di sua moglie, che in goventù gli aveva messo un guinzaglio così corto che manco un pit-bull. E se poi non si fosse aggiunta pure la sventura-copia, sua figlia Betty, che, con tutto l’amore di padre che volete, era arrisultata una scassaminchia suprema con la nocca fatta a regola d’arte, che manco gli artigiani che ci facevano i puttini nelle case che disegnava il Vaccarini”

“La contessa fa la solita faccia basita che fa sempre quando gli spiegano la democrazia. Una volta c’era il re ed era tutto più semplice. Anche quando era cretino, sempre uno era e ti regolavi meglio”

“La contessa dice che assessore alla Cultura è un assessorato molto prestigioso, perchè siccome c’hai pochi soldi in bilancio e non gestisci appalti, è davvero molto raro che poi t’ammazzano. Tutti quelli che vogliono fare politica in Sicilia, ma non c’hanno il pelo sullo stomaco, finisce che gli fanno fare gli assessori alla Cultura, e poi conosci un sacco di persone, ci sono un sacco di feste, decidi chi deve diventare attore e chi no, chi deve diventare autore di teatro e chi no. L’assessore alla Cultura, sostiene ancora la contessa, è un posto molto importante, perchè non ti devi confrontare , come si dice, con le regole del mercato, perchè il mercato uccide la cultura, perchè la gente non ne capisce, è stupida e guarda la televisione, e quindi poi non va al mercato a comprarsi la cultura che è difficile, ed è per questo che c’è l’assessore alla Cultura, così, anche se la cultura nessuno la vuole, tu, piglia, e ce la dai lo stesso”

“Qui mica siamo in America, che c’è il sogno miricano”

“Ogni tanto si affaccia alla finestra e si dà una taliata al mercato di piazza Carlo Alberto: a fera o luni, che secondo alcuni significa la fiera del lunedi anche se la fanno tutti i giorni, secondo altri (tanticchia strani, che fanno le feste in campagna in corrispondenza dei solstizi, degli equinozi e di quelle cose esoteriche lì) la fiera della luna, una fiera in onore di una cosa egiziana che poi si è trasmutata in Sicilia, che c’ha l’elefante con l’obelisco come simbolo, che poi danzano nella notte in campagna con la vestaglia bianca che pare una sottana. Dall’alto, a fera o luni è una distesa a perdita d’occhio di ombrelloni colorati”

“Femmina! Statti muta che tuo marito, se ti comporti bene e non ci scassi la minchia, forse, appoi, ti spiega”

“L’impassibilità è l’origine di ogni eleganza”

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