Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Gomorra – Saviano

“Si crede stupidamente che un atto criminale per qualche ragione debba essere maggiormente pensato e voluto rispetto a un atto innocuo. In realtà non c’è differenza. I gesti conoscono un’elasticità che i giudizi etici ignorano”

“Camorra è una parola inesistente, da sbirro. Usata dai magistrati e dai giornalisti, dagli scebeggiatori. E’ una parola che fa sorridere gli affiliati, è un’ indicazione generica, un termine da studiosi, relegato alla dimensione storica. Il termine con cui si definiscono gli appartenenti a un clan è Sistema”

 “Nel cono d’ombra dell’attenzione data perennemente a Cosa Nostra, nell’attenzione ossessiva riservata alle bombe della mafia, la camorra ha trovato la giusta distrazione mediatica per risultare praticamente sconosciuta”

“A Napoli la ferocia è la prassi più complicata e conveniente per cercare di diventare imprenditore vincente, l’aria da città in guerra che si assorbe da ogni poro ha l’odore rancido del sudore, come se le strade fossero delle palestre a cielo aperto dove esercitare la possibilità di saccheggiare, rubare, rapinare, provare la ginnastica del potere, lo spinning della crescita economica”

“Le vele,  il simbolo marcio del delirio architettonico o forse più semplicemente un’utopia di cemento che nulla ha potuto opporre alla costruzione della macchina del narcotraffico che si è innervata sul tessuto sociale di questa parte di terra” 

“Usare tutto come mezzo e se stessi come fine”

“Robbè cos’è un uomo senza laurea e con la pistola? <Uno stronzo con la pistola>. <Bravo. Cos’è un uomo con la laurea senza pistola?>. <Uno stronzo con la laurea…>. <Bravo, Cos’è un uomo con la laurea e con la pistola?> <Un uomo, papà!>”

“E’ cosi che si fa il bene, solo quando puoi fare il male”

“E la verità della parola non fa prigionieri perchè tutto divora e di tutto fa prova”

“Qualcuno ha detto che a sud si può vivere come in un paradiso. Basta fissare il cielo e mai, mai osare guardare in basso”

“Don peppino scavò un percorso nella crosta della parola,  erose dalle cave della sintassi quella potenza che la parola pubblica, pronunciata chiaramente, poteva ancora concedere. Non ebbe l’indolenza intellettuale di chi crede che la parola ormai abbia esaurito ogni sua risorsa che risulta capace solo di riempire gli spazi tra un timpano e l’altro. La parola come concretezza, materia aggregata di atomi per intervenire nei meccaniscmi delle cose, come malta per costruire, come punta di piccone. Don peppino cercava una parola necessaria come secchiata d’acqua sugli sguardi imbrattati. Il tacere in queste terre non è la banale omertà silenziosa che si rappresenta di coppole e sguardo abbassato. Ha molto più a che fare col <non mi riguarda>. L’atteggiamento solito in questi luoghi, e non solo, una scelta di chiusura che è il vero voto messo nel seggio dello stato di cose. La parola diviene un urlo. COntrollato e lanciato acuto e alto contro un vetro blindato: con la volontà di farlo esplodere”

“…pensavo ancora una volta alla battaglia di Don Peppino, alla priorità della parola. A quanto fosse davvero incredibilmente nuova e potente la volontà di porre la parola al centro di una lotta contro i meccanismi di potere. Parole davanti a betoniere e fucili. E  non metaforicamente. Realmente. Lì. a denunciare, testimoniare, esserci. La parola con l’unica sua armatura: pronunciarsi. Una parola che è sentinella, testimone: vera a patto di non smettere mai di tracciare. Una parola orientata in tal senso la puoi eliminare solo ammazzando”

“Nelle terre di camorra lo sguardo è parte di territorio, è come un’invasione nelle proprie stanze, come sfondare la porta di casa di qualcuno ed entrare con violenza. Uno sguardo è persino qualcosa di più di un insulto”

“Se altrove ti può piacere Scarface e puoi sentirti come lui in cuor tuo, qui puoi essere Scarface, però ti tocca esserlo fino in fondo”

“Il magistrato che ha raccolto la testimonianza della maestra, la definì una rosa nel deserto, spuntata in una terra dove la verità è sempre la versione dei potenti, dove viene declinata raramente e pronunciata come merce rara da barattare per qualche profitto”

“Sono nato in terra di camorra, nel luogo con più morti ammazzati d’Europa, nel territorio dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere. Dove tutto ha il sapore di una battaglia finale”

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