Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

A Bordo Ring – F.X.Toole

“Per praticare la boxe, bisogna volerlo”

“Momolo non riusciva a mettersi in testa quel gancio. “questo movimento è davvero difficile, è così per tutti?” “E’ come una Ferrari, disse Dan, se lo si ottenesse senza sforzo, tutti ne avrebbero uno”

“Se non corri non riuscirai a combattere”

“Un pugile vince o perde, ma anche il vincitore, alla fine, può essere ridotto da buttar via, a volte per sempre”

“Il perdono è un peso quando non hai dentro niente che ti tenga insieme”

“Noi veniamo da un’isola e alcuni di noi non ce la fanno proprio a non gettarsi da una scogliera”

“Più un pugile è intelligente e meno si fa colpire”

“Imparare è duro, mettere in pratica è facile”

“I buoni pugili non hanno bisogno di acqua, i cattivi pugili non la meritano”

“La boxe non è come fare a botte per strada dove ti basta la forza per vincere. La boxe è un gioco di piccolecose, come gli anelli della catena di una bicicletta. Non è questione di essere grossi e forti, è un’equazione: velocità per peso uguale a potenza, e non a forza. E’ una questione di rispetto e di resistenza e queste sono cose che vengono dalla mente e dalle gambe, non dai muscoli delle tue braccia, e certamente non perchè pensi di essere una specie di duro. Ora la domanda è: riesci a farlo anche sotto pressione?”

“Di solito il dolore arrivava dopo che l’incontro era finito e questo ritardo era parte di ciò che rendeva possibile la boxe. Il dolore conosceva le buone maniere, di solito aspettava la fine del ballo per presentare il conto, aspettava lo spogliatoio o l’albergo prima di invadere la mandibola o le nocche o la testa o i reni, e poi pulsava tutta la notte, sfumava un pò con la codeina, quando c’era, oppure con i battiti del cuore, quando tornava di nuovo sulle solite quaranta o cinquanta pulsazioni al minuto. Il dolore poteva scomparire nel giro di una notte oppure durare per giorni o magari finivi in ospedale per due settimane oppure il medico sportivo ti faceva stendere per terra nello spogliatoio di un vecchio palazzetto e ti cuciva un occhio tagliato fino all’osso, il buco lungo come tutto il sopracciglio, il dolore che ti faceva visita solo dopo che il miracolo bagnato dell’ago ipodermico aveva terminato di fare effetto e a quel punto ti facevano male anche i denti”

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