Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Simposio – Platone

“Voi forse mi giudicherete un disgraziato, e penso che pensiate il vero; ma io di voi non lo penso: lo so”

“E Socrate sedette e replicò: Sarebbe bello, Agatone, se la sapienza fosse qualcosa che può scorrere, al semplice contatto, dal più pieno al più vuoto di noi, come attraverso un filo di lana l’acqua scorre dalla tazza più colma a quella più vuota”

“Nè l’amare nè l’Amore sono in ogni caso belli o degni di lode, ma solo Amore che induce ad amare conforme al bene”

“L’altro invece – intendo l’amore per i fanciulli – procede da Afrodite Celeste, che in primo luogo non partecipa dell’elemento femminile ma solo di quello maschile, e poi è più antica ed è immune da incontinenza; proprio per questo s’indirizzano all’elemento maschile coloro che sono ispirati da questo genere d’amore, aspirando a ciò che per natura è più energico e razionale”

“In Elide, in Beozia e ovunque c’è scarsa capacità dialettica, la legge stabilisce con estrema semplicità che è giusto compiacere gli amanti, e così nessuno, giovane o vecchio, può sostenere che sia cosa sconveniente, e questo, credo, affinchè non si debbano affannare a cercare di sedurre i giovani con discorsi, data la loro inettitudine oratoria. invece in molte parti della Ionia e in altre regioni soggette ai barbari è considerata cosa sconveniente. Infatti i barbari, in conseguenza della loro tirannide, reputano indecorosa questa pratica, come pure ogni esercizio intellettuale e fisico”

“Ed è ignobile quell’amante volgare che s’innamora piuttosto del corpo che dell’anima; e del resto non può essere nemmeno costante, giacchè è innamorato di qualcosa che costante non è. Non appena appassisce il fiore del corpo, di cui era innamorato, s’invola lontano, smentendo tanti discorsi e tante promesse; ma chi s’innamora di un nobile carattere, ne resta amante per tutta la vita, in quanto si fonde a cosa che resta”

“Insomma è bello, comunque e sempre, accordare i propri favori in vista della virtù”

“Finalmente Zeus ebbe un’idea e disse: Credo di aver trovato il modo perchè gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno, e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi; e cammineranno eretti su due gambe”

“…fece sì che grazie ad esse generassero gli uni negli altri, mediante il sesso maschile dentro quello femminile, allo scopo che, nell’amplesso, se un uomo si imbatteva in una donna, generassero e ne avesse origine la discendenza; se invece si imbatteva in un altro uomo, si ingenerasse sazietà dello stare assieme e si staccassero per volgersi all’azione e per occuparsi delle altre necessità dell’esistenza”

“…ciascuno di noi, in quanto è stato tagliato come si fa con le sogliole, è la metà, il contrassegno, di un singolo essere; e naturalmente ciascuno cerca il contrassegno di sè stesso”

“infine quelli che sono taglio di maschio vanno a caccia dei maschi, e finchè sono fanciulli, essendo particelle del sesso maschile, amano gli uomini e godono a giacere e ad abbracciarsi con gli uomini, e sono proprio questi i fanciulli e i ragazzi migliori, poichè sono per natura i più virili. C’è chi dice che sono degli svergognati: a torto, dato che seguono questo comportamento non già èper impudicizia ma per baldanza e virilità e mascolinità, agognando ciò che è simile a loro. Una prova decisiva è data dal fatto che solo costoro, divenuti adulti, si rivelano uomini adatti all’attività politica. poi, arrivati alla piena maturità, amano i fanciulli e non si curano, almeno per istinto, del matrimonio e della procreazione dei figli, ma vi sono costretti dalle convenzioni…”

“Non mi vorrai credere così fissato sul teatro da non sapere che chi ha un pò di sale in testa si lascia impressionare più da pochi intenditori che da una massa di sciocchi”

“Ma oltre che di giustizia, Amore è dotato di somma temperanza. E’ infatti opinione comune che dominare i piaceri e gli istinti è frutto di temperanza, e che non esiste piacere più forte di Amore; e se tutti gli altri piaceri sono più deboli, finiscono con l’essere sopraffatti da Amore, e così egli domina, e dominando piaceri e istinti Amore eccelle in temperanza”

“perciò la lingua ha promesso, ma la mente no”

“E dunque non forzare ciò che non è bello a essere brutto, e ciò che non è buono a essere cattivo. E analogamente Amore, dal momento che tu stesso convieni che non è né buono né bello, non credere per questo che debba essere cattivo e brutto, quanto invece qualcosa di intermedio tra questi contrari”

“Perciò, in quanto figlio di Poro e di Poenia, Amore si trova in questa condizione: in primo luogo è sempre povero e tutt’altro che tenero e bello, come invece ritengono i più, anzi è aspro, incolto, sempre scalzo e senza casa, e si sdraia sulla terra nuda, dormendo all’aperto davanti alle porte e per le strade seconso la natura di sua madre, e sempre accompagnato dall’indigenza. Invece per parte di padre insidia i belli e i virtuosi, in quanto è corggioso e ardito e veemente, e cacciatore astuto, sempre pronto a tessere intrighi, avido di sapienza, ricco di risorse, e per tutta la vita innamorato del sapere, mago ingegnoso e incantatore e sofista; e non è nato né immortale né mortale, ma in un’ora dello stesso giorno fiorisce e vive, se la fortuna gli è propizia, in altra invece muore, ma poi rinasce in virtù della natura del padre, e quel che acquista gli sfugge sempre via, di modo che Amore non è mai né povero né ricco, e d’altra parte sta in mezzo fra la sapienza e l’ignoranza!”

“Tutti gli uomini, o Socrate, concepiscono e nel corpo e nell’anima, e una volta che siamo giunti a una determinata età, la nostra natura desidera partorire; però non può partorire nel brutto, ma solo nel bello. E l’unione di un uomo e di una donna è il partorire. Questa è cosa divina, e negli esseri immortali è cosa immortale il concepire e il generare, che d’altra parte non possono realizzarsi nella disarmonia”

“…gli uomini sono investiti dalla veemente passione di diventare celebri e di lasciar gloria immortale per l’infinito avvenire, e per questo sono pronti ad affrontare qualsiasi pericolo ancor più che per i figli, e a dilapidare i propri beni e a sopportare qualunque fatica e a morire a questo fine”

“E una volta che tu lo abbia visto, non potrai certo considerarlo alla stessa stregua dell’oro e dei vestiti e dei bei fanciulli e dei bei ragazzi, di fronte a cui ora ti sbigottisci al solo guardarli e saresti disposto, tu come tanti altri, pur di contemplare i giovinetti e stare sempre insieme ad essi, a non mangiare e non bere, se mai fosse possibile, ma unicamente a guardarli e vivere con essi”

“Di lì a poco si udì nella corte la voce di Alcibiade ubriaco fradicio, che chiedeva a gran voce dov’era Agatone e ordinava di condurlo da quello. Allora la flautista, sotenendolo, e altri che lo accompagnavano lo condussero dai convitati; ed egli si fermò sulla porta, coronato di un folto serto di edera e di viole e tenendo sul capo un’infinità di nastri. E disse: Salve gente! Quest’uomo ubriaco fradicio lo volete prendere a bere con voi, o ce ne dobbiamo andare dopo aver soltanto coronato Agatone?”

“Quando si fu sdraiato attaccò: Coraggio, amici! Avete l’aria di non aver toccato vino. Non vi è permesso: dovete bere. Questo è il nostro patto! Eleggo re della bevuta, finchè non abbiate trincato a sazietà, me stesso. Avanti! Agatone porti, se c’è, una tazza capace. Ma no, non ce n’è bisogno. Su ragazzo, prendi quell’orcio – disse, vedendo che conteneva più di due litri. E riempitolo, subito lo vuotò da solo, poi ordinò di mescere a Socrate e aggiunse: Con Socrate, amici miei, non c’è trucco che tenga: lui può bere quanto gli si chiede, senza mai ubriacarsi”

“Una volta che gli venne un certo pensiero, restò in piedi a partire dall’alba nello stesso posto speculando, e poichè l’idea non faceva progressi, non si arrese ma continuò a stare in piedi meditando. Ed era già mezzogiorno, e tutti se ne erano accorti, e pieni di stupore si dicevano l’un l’altro che Socrate stava in piedi dall’alba rimuginando qualcosa. Alla fine alcuni ioni, dato che era venuta sera, dopo cena portarono fuori dei giacigli, sia per dormire al fresco, sia per controllare se sarebbe rimasto in piedi anche la notte. E lui stette ritto finché si levò il sole; poi, dopo aver rivolto una preghiera all’astro, se ne andò”

“Siamo alle solite – riprese Alcibiace – quando c’è Socrate nessun altro può godere dei bei giovani”

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