Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Per La Pace Perpetua – Kant

“Una minoranza di nazioni costituisce un arcipelago di isole di relativo benessere in un mare di tirannia e di miseria disumana e la preservazione di un tenore di vita elevato dipende assolutamente dal rigido controllo dell’immigrazione” (Nagel)

“Un trattato di pace non può valere come tale se viene fatto con la segreta riserva di materia per una futura guerra”

“Nessuno stato indipendente può venire acquisito da un altro Stato tramite eredità, scambio, vendita o dono”

“Gli eserciti permanenti (miles perpetuus) devono con il tempo scomparire del tutto”

“L’essere assoldati per uccidere e venire uccisi sembra comportare un uso degli uomini come semplici macchine o strumenti nelle mani di un altro (dello Stato), un uso che non si accorda con il diritto dell’umanità nella nostra propria persona”

“Non devono essere fatti debiti pubblici in vista di conflitti esterni dello Stato”

“Nessuno stato può intromettersi con la violenza nella costituzione e nel governo di un altro Stato”

“Nessuno Stato in guerra con un altro si può permettere ostilità tali da rendere necessariamente impossibile la reciproca fiducia in una pace futura”

“Anche in guerra deve pur continuare a esserci una certa fiducia nel modo di pensare del nemico, perchè altrimenti non potrebbe essere conclusa alcuna pace e le ostilità si trasformerebbero in una guerra di sterminio (bellum internecinum)”

“Lo stato di pace tra gli uomini, che vivono gli uni a fianco degli altri, non è uno stato naturale (status naturalis), il quale piuttosto è uno stato di guerra, ossia anche se non sempre si ha uno scoppio delle ostilità, c’è però la loro costante minaccia”

“In ogni Stato la costituzione civile dev’essere repubblicana”

“La mia libertà esterna dev’essere definita in questo modo: essa è la facoltà di obbedire a nessun’altra legge esterna se non a quelle leggi a cui ho potuto dare il mio consenso”

“Se per decidere se debba esserci o no la guerra viene richiesto il consenso dei cittadini, allora la cosa più naturale è che, dovendo decidere di subire loro stessi tutte le calamità della guerra, rifletteranno molto prima di iniziare un gioco così brutto. Al contrario, invece, in una costituzione in cui il suddito non sia cittadino, quindi una costituzione non repubblicana, decidere la guerra è la cosa sulla quale si riflette di meno al mondo”

“Il diritto internazionale si deve fondare su un federalismo di liberi Stati”

“Ora, così come noi consideriamo con profondo disprezzo l’attaccamento dei selvaggi alla loro sfrenata libertà. che consiste nell’essere continuamente in lotta tra loro invece che sottoporsi a una costrizione legale stabilita da loro stessi, e a preferire quindi una libertà folle a una libertà ragionevole, e la giudichiamo come una rozzezza, una brutalità e una degradazione animalesca dell’umanità, verrebbe spontaneo di pensare che i popoli civili (ognuno dei quali riunito a sè in uno Stato) dovrebbero affrettarsi per uscire al più presto possibile da una condizione così abbietta, al contrario invece ogni Stato ripone la sua maestà proprio nel fatto di non essere soggetto a nessuna costrizione legal, e lo spledore del suo capo supremo sta nel fatto che, senza che egli si esponga a nessun pericolo, sotto il suo comando stanno molte migliaia di uomini che sono costretti a sacrificare la loro vita per una cosa che non li riguarda”

“Eppure, questo omaggio che ogni Stato fa (almeno a parole) al concetto di diritto dimostra che si può cogliere nell’uomo una più forte disposizione morale, anche se per ora sopita, che lo porterà un giorno a dominare il principio del male che è in lui (e che non può negare) e a sperare che questo avvenga anche negli altri”

“Deve necessariamente esserci una federazione di tipo particolare, che si può chiamare federazione di pace (foedus pacificum), che si differenzierebbe dal trattato di pace (pactum pacis) per il fatto che questo cerca di porre fine semplicemente a una guerra, quella invece a tutte le guerre per sempre”

“Il diritto cosmopolitico dev’essere limitato alle condizioni della ospitalità universale”

“Qui non è in discussione la filantropia ma il diritto, e allora ospitalità significa il diritto che uno straniero ha di non essere trattato come un nemico a causa del suo arrivo nella terra di un altro. Non è un diritto d’accoglienza a cui lo straniero possa appellarsi, ma un dirito di visita”

“Poichè con la comunanza (più o meno stretta) tra i popoli della terra, che alla fine ha dappertutto prevalso, si è arrivati a tal punto che la violazione di un diritto commessa in una parte del mondo viene sentita in tutte le altre parti, allora l’idea di un diritto cosmopolitico non appare più come un tipo di rappresentazione chimerica ed esaltata del diritto, ma come un necessario completamento del codice non scritto sia del diritto politico sia del diritto internazionale verso il diritto pubblico dell’umanità, e quindi verso la pace perpetua”

“Se io, della natura, dico che essa vuole che accada questo o quello, ciò non significa che la natura ponga a noi il dovere di farlo (infatti questo lo può solo la ragione pratica libera da ogni costrizione) ma lo fa essa stessa, che noi lo vogliamo o no (fata volentem ducunt, nolentem trahunt)”

“L’uomo, benchè non sia moralmente buono, viene tuttavia costretto a essere un buon cittadino”

“Istituzione dello Stato: ordinare una massa di esseri ragionevoli, che per la loro conservazione esigono tutti insieme leggi generali, ognuno dei quali però ha la segreta tendenza a sottrarsi a esse, e istituire una costituzione in modo tale che, benchè nei loro sentimenti privati si oppongano l’uno con l’altro, questi sentimenti si frenino a vicenda così che nel loro comportamento pubblico il risultato sia come se quei cattivi sentimenti non ci fossero affatto”

“Il giunco, quando viene piegato troppo, allora si spezza,; e chi vuole troppo, non vuole nulla” (Bouterwek)

“L’idea di diritto internazionale presuppone la separazione di molti Stati vicini indipendenti l’uno dall’altro e benchè una tale condizione sia già uno stato di guerra, eppure questa stessa condizione, per l’idea della ragione, è meglio della loro fusione operata da una potenza che sovrasti le altre e si trasformi in monarchia universale; le leggi infatti con la maggiore estensione del governo perdono la loro forza e un dispotismo senz’anima, dopo aver estirpato i germi del bene, precipita in anarchia”

“La natura si serve di due mezzi per impedire ai popoli di mescolarsi e per separarli, la diversità delle lingue e delle religioni”

“E’ lo spirito del commercio che non può convivere con la guerra, e che prima o poi s’impadronisce di ogni popolo”

“Le massime dei filosofi sulle condizioni che rendono possibile la pace pubblica devono essere tenute presenti dagli Stati armati per la guerra”

“Il giurista che ha assunto a simbolo la bilancia del diritto e accanto a essa la spada della giustizia si serve comunemente di quest’ultima non solo per allontanare dalla prima tutte le influenze esterne, ma anche per aggiungere su un piatto della bilancia che non vuole scendere, il peso della spada (vae victis) ”

“Io posso ben immaginarmi un politico morale, un politico cioè che prende i principi della prudenza politica in modo che possano convivere con la morale, non però un moralista politico che si foggia una morale in funzione delle convenienze dell’uomo di Stato”

(Fac et excusa; si fecisti nega; dividi et impera)

“Dunque (oggettivamente) nella teoria non esiste affatto contrasto tra la morale e la politica. Soggettivamente invece (nella propensione egoistica degli uomini, la quale però, non essendo fondata su massime della ragione, non deve ancora venire chiamata pratica, praxis), questo contrasto serve da incentivo alla virtù, il cui vero coraggio, in questo caso, non consiste tanto nel resistere con saldo proposito ai mali e ai sacrifici, che qui si devono accettare, ma nel guardare negli occhi il principio del male dentro di noi, e nel vincere la sua perfidia, quel principio molto più pericoloso, ingannevole e traditore, eppure capace di ragionamenti sottili nella sua pretesa di giustificare con la debolezza della natura umana qualsiasi trasgressione”

“La vera politica quindi non può fare nessun passo avanti senza prima aver reso omaggio alla morale, e benchè la politica in sè stessa sia una difficile arte, tuttavia non è affatto una tecnica la sua unione con la morale; infatti è questa che taglia il nodo che quella non è capace di sciogliere appena l’una e l’altra entrano in conflitto. Il diritto degli uomini deve essere considerato sacro, per quanto grande sia il sacrificio da pagare per il potere dominante. Qui non si possono fare le cose a metà e inventare un termine intermedio di un diritto condizionato pragmaticamente (tra diritto e utile), ma ogni politica deve piegare le ginocchia davanti al diritto, e può però in cambio sperare di raggiungere se pure lentamente quello stadio in cui splenderà senza posa”

“Chi non ha sufficiente potere per proteggere rispetto all’altro un qualunque individuo del popolo, non ha neppure il diritto di comandarlo”

“Formula trascendentale del diritto pubblico: tutte le azioni relative al diritto degli altri uomini, la cui massima è incompatibile con la pubblicità, sono ingiuste”

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: