Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Morte Dell’inquisitore – Sciascia

“Dirò subito che questo breve saggio o racconto è la cosa che mi è più cara tra quelle che ho scritto e l’unica che rileggo e su cui ancora mi arrovello”

“Nisciti di spiranza vui chi ntrati,
chà non si sapi s’agghiorna o si scur,
sulu si senti ca si chianci e pati
pirchì non si sa mai si veni l’hura
di la desiderata libertati”

“I servi, quelli che sono servi nell’animo, sempre sono più ignobili e sciocchi dei loro padroni”

“L’abito cui si riferisce il povero notaro è il cosiddetto sambenito: un sacco benedetto, una specie di corta tunica, gialla e biffata da due strisce a croce di Sant’Andrea. Ed era l’abito dell’infamia”

“Tali giudizi muovono…dall’antico materialismo del popolo siciliano. Nei riguardi della confessione, per esempio, non c’era bisogno di Lutero per suscitare la diffidenza e la ripugnanza del siciliano: sempre questo sacramento è stato considerato come un’escogitazione, per così dire, boccaccesca; un modo escogitato da una categoria socialmente privilegiata, cioè quella dei preti, per godere di libertà sessuale sul terreno altrui, e nell’atto stesso di censurare una tal libertà nei non privilegiati: chè il privilegio, per il siciliano, consiste, più che nella libertà di godere di certe cose, nel gusto di vietarle agli altri”

“La sola nozione che l’uomo siciliano ha del peccato, si può considerare condensata in questo proverbio: Cu havi la cummidità e nun si nni servi, mancu lu cunfissuri cci l’assorvi”

“Era facile dunque formulare accuse di luteranesimo, e a carico di chiunque: senza tener conto e della fondamentale indifferenza dei siciliani verso la religione e di un elemento che sarebbe stato decisivo per il rifiuto del luteranesmo vero e proprio: cioè, per dirla con espressione verghiana, la guerra dei santi; che era il solo elemento del cattolicesimo che suscitasse congeniale affezione nel popolo siciliano, e per motivi assolutamente non cristiani”

“Era il collare un arnese di ferro che si apriva e chiudeva con apposito congegno in tutto e per tutto simile a quello dei cani, attaccato al muro o ad un palo. Nudo dalla cintola in su, e convenientemente unto di miele, il bestemmiatore veniale vi restava esposto per qualche ora; per non più di tre ore stando a questi versi raccolti dal Guastella nel circondario di Modica:
‘Nfami, ca fusti misu a lu cuddaru,
manciatu di li muschi pi tri uri

“…con quella fermezza con cui nei nostri paesi si mantiene l’odio e si persegue la vendetta, fece proposito di riportarlo al tribunale dell’Inquisizione. O era, più che dall’odio e dalla vendetta, il proposito mosso dalla paura, di classe e poliziesca, che è tipica di coloro che per interesse e per mestiere difendono le istituzioni , con tanto più furore e ferocia quanto più sono ingiuste ed abiette”

“Ma il popolo siciliano, sappiamo, non è mai stato incline a commuoversi sull’umiltà e povertà dei frati”

“Come spesso accade, sui palchi salì più gente di quanta si prevedesse: poichè in Sicilia, ancor oggi, nelle feste pubbliche o private le autorità o gli amici sempre superano nel numero ogni previsione”

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