Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Le Filippiche – Cicerone

“Oderint, dum metuant”
(Mi odino, purchè mi temano)

“Beatus est nemo qui ea lege vivit ut non modo impune sed etiamcum summa interfectoris gloria interfici possit”
(Non può esserci felicità per chi vive in modo tale che la sua morte sia in grado di assicurare all’uccisore non solo l’impunità, ma addirittura una grandissima gloria)

“Quod est aliud, patres conscripti, beneficium latronum nisi ut commemorare possint iis se dedisse vitam quibus non ademerint?”
(Quale altro beneficio c’è, senatori, per dei briganti, tranne la possibilità di ricordare di aver donato la vita a quelli ai quali non l’hanno tolta?)

“Cedant arma togae”
(Cedano le armi alla toga)

“O miserae mulieris fecunditatem calamitosam!”
(Che sventura ha portato a questa povera donna la sua fecondità)

“Quam miserum est id negare non posse quod sit turpissimum confiteri!”
(Quanto è penoso non poter negare ciò che è così vergognoso ammettere)

“Tu, istis faucibus, istis lateribus, ista gladiatoria totius corporis firmitate, tantum vini in Hippiae nuptiis exhauseras ut tibi necesse esset in populi Romani conspectu vomere postridie. O rem non modo visu foedam sed etiam auditu!”
(Tu, con codesta gola che ti ritrovi, con codesti fianchi, con codesta corporatura così robusta che è ben degna di un gladiatore, avevi alle nozze di Ippia tracannato tanto vino, che fosti costretto a vomitare, ancora il giorno dopo, davanti agli occhi dei Romani. Che spettacolo nauseabondo anche soltanto a sentirlo raccontare)

“Sed nimis multa de nugis; ad maiora veniamus”
(Ma su questa bagatella ci siamo fermati fin troppo; passiamo ad argomenti più importanti)

“At in rebus tristissimis quatos excitatat risus!”
(E in questa situazione veramente triste che risate che provoca)

“O praeclarum custodem ovium lupum!”
(Che bravo custode delle pecore il lupo)

“…quod gladiatores nobiles faciunt ut honeste decumbant, faciamus nos, principes orbis terrarum gentiumque omnium, ut cum dignitate potius cadamus quam cum ignominia serviamus”
(..come fanno i gladiatori prodi che cercano di morire con onore, così facciamo noi che siamo l’èlite di tutti i popoli della terra: cadiamo con dignità piuttosto che servire con ignominia)

“At decus et ad libertatem nati sumus: aut haec teneamus aut cum dignitate moriamur”
(Noi siamo nati per l’onore e la libertà: conserviamoli entrambi oppure moriamo nobilmente)

“Omne malum nascens facile opprimitur: inveteratum fit plerumque robustius”
(Ogni male preso in sul nascere facilmente si stronca; è quando ha messo le radici che generalmente si aggrava)

“Populum Romanum servire fas non est, quem di immortales omnibus gentibus imperare voluerunt”
(La schiavitù del popolo romano è un vero e proprio sacrilegio, perchè esso è, per volere degli dei immortali, il signore di tutte le genti)

“Non ego pacem nolo, sed pacis nomine bellum involututm reformido. Qua re, si pace frui volumus, bellum gerendum est; si bellum omittimus, pace numquam fruemur”
(E non è la pace che io rifiuto, ma è di una guerra nascosta sotto il nome di pace che ho una gran paura. Di conseguenza, se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra; se interrompiamo la guerra, non godremo mai della pace)

“taetram et pestiferam beluam ne inclusam et constrictam dimittatis cavete”
(è una bestia terribile e funesta quella che ora è ben chiusa e incatenata: badate a non farla scappare)

“Non igitur exempla maiorum quaerenda, sed consilium est eorum a quo ipsa exempla nata sunt explicandum”
(Non sono dunque gli esempi degli antenati che vanno ricercati, bensì va spiegato il loro intendimento, che ha dato origine proprio a questi esempi)

“Vita enim mortuorum in memoria est posita vivorum”
“Chè la vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi)

“Non enim in spiritu vita est”
(Chè non si vive per il solo fatto che si respira)

“Est enim sapientis, quicquid homini accidere possit, id praemeditari ferendum modice esse, si evenerit”
(Chè è proprio del saggio pensare prima che, qualunque cosa possa capitare all’uomo, bisogna sopportarla con serenità, nel caso che si verifichi)

“Nam quo maior vis est animi quam corporis, hoc sunt graviora ea quae concipiuntur animo quam illa quae corpore”
(di quanto infatti la forza morale è superiore a quella fisica, di altrettanto i dolori morali sono più gravi di quelli fisici)

“Necesse est enim in tanta conversione et pertubatione omnium rerum temporibus potius parere quam moribus”
(In effetti, quando tutto è sconvolto e sossopra,è inevitabile che siano le circostanze, non già le consuetudini legalistiche, a imporre quel che si deve fare)

“Est enim lex nihil aliud nisi recta et a numine deorum tracta ratio, imperans honesta, prohibens contraria”
(chè la legge non è altro che una norma basata sulla giustizia e derivata dalla volontà divina, che ordina il bene e vieta il male)

“Nihil enim semper floret: aetas succedit aetati”
(Non c’è nulla che conservi sempre il suo fulgore: a una generazione tiene dietro un’altra generazione)

“Cuiusvis hominis est errare; nullius nisi insipientis perseverare in errore”
(Chiunque può errare, ma nessuno, a meno che non si tratti di un insensato, persiste nell’errore)

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