Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Idilli – Teocrito

“Sono Tirsi dell’Etna, e dolce è la mia voce.
Dove eravate, Ninfe, dove, mentre Dafni moriva?
Forse nella bella valle del penèo o sul Pindo?
Qui no, non eravate qui, nè all’ampia corrente dell’Anapo,
nè in cima all’Etna, nè all’onda sacra dell’Acis”

“Il mare tace, tacciono i venti;
ma non tace il mio dolore dentro il petto:
tutta io brucio per quell’uomo – ahimè -,
che non mi ha fatto sposa ma sgualdrina”

“Lo vidi, ne fui pazza, mi si spezzò il cuore,
me infelice. Svanì il colore dal mio volto, e della festa
niente più vidi e non ricordo come tornai a casa:
una febbre ardente mi sconvolse,
restai a letto dieci giorni e dieci notti.
Ecco l’amore mio da dove è nato, grande Selene”

“Delirante Amore spinge la vergine a lasciare
la sua stanza, spinge la sposa a abbandonare
il letto ancora caldo del marito>>. Così parlò: io gli credetti
-ingenua!-, lo presi per la mano, lo feci stendere
sul mio letto morbido. Il suo corpo sul mio, com’era caldo!
Le nostre guance ardenti, i dolci mormorii…”

“Guarda la pena che mi dilania il cuore! Ah, fossi un’ape,
per giungere ronzando alla tua grotta e penetrare
oltre l’edera, oltre le felci in cui ti chiudi!
Ora conosco Amore: un dio feroce. Certo ha succhiato latte
di leonessa, e nelle selve lo allevò sua madre,
lui che fin dentro alle ossa mi consuma e strazia”

“Coraggio, Batto! Forse il domani sarà migliore:
chi vive, spera; i morti, non più.
A volte splende il sole, a volte piove”

“Ma lei è dispettosa e non si muove: e come fanno
i piumini secchi del cardo, quando l’estate brucia,
fugge se l’ami, t’insegue se non l’ami,
e muove la pedina dalla linea. Spesso l’amore,
Polifemo, fa sembrar bello ciò che non è”

“Per le piante l’inverno è un gran pericolo; per i fiumi
l’ardore dell’estate; per gli uccelli il laccio, la rete per le bestie:
per un uomo il desiderio di una fanciulla morbida”

“Etna, madre mia, ancch’io ho una bella grotta
tra le cave rocce…”

“Amava: e non coi fiori e i riccioli e le mele,
ma di passione vera, e il resto non contava”

“Ci sono allori qui, cipressi snelli
l’edera oscura, l’uva dal dolce frutto
e l’acqua fresca, divina ambrosia che il boscoso Etna
fa scorrere per me dalla sua neve candida”

“…ma chi ama invecchia in un sol giorno.
Così la primavera è più dolce dell’inverno, così la mela
della prugna selvatica, così la pecora è più ricciuta dell’agnello,
e la vergine è meglio di chi ha avuto tre mariti,
e il cerbiatto è più leggero del vitello, così è maestro di canto
l’usignolo melodioso fra tutti gli altri uccelli:
proprio così tu sei apparso e io ho gioito, e sono corso da te
come il viandante all’ombra della quercia quando il sole brucia”

“E quindi, se ti va di portare il mantello
con la fibbia sulla spalla destra, se hai il coraggio
di affrontare a piede fermo l’assalto del nemico,
corri in Egitto. La vecchiaia comincia dalle tempie,
poi piano piano il bianco degli anni arriva al mento.
Bisogna agire, finchè la verde età di dà la forza”

“Ma è uguale, inutile fatica – contare le onde
che il vento spinge a riva sull’azzurro luminoso mare,
o nell’acqua limpida lavare un mattone fangoso,
e così persuadere un uomo malato d’avarizia”

“Fate che le città ritrovino i loro antichi cittadini,
quelle città che la mano del nemico ha devastato;
e che i campi ritornino a fiorire, e che migliaia
di greggi senza fine possano ingrassare al pascolo
e belare attraverso la pianura; e che le vacche, tornando in fila
alle stalle verso sera, mettano fretta a chi passa per la via
E i maggesi siano pronti per la semina, quando dall’alto
la cicala spia i pastori che a mezzogiorno si riposano,
e intanto stride in mezzo al verde; e che i ragni tessano
sulle armi le loro tele delicate: e della guerra non resti neanche il nome”

“Solo la povertà, Diofanto, risveglia il nostro ingegno,
lei -maestra di fatica: e le preoccupazioni tolgono il sonno a chi vive di lavoro.
E se anche per breve tempo nella notte chiude gli occhi,
subito lo gravano i pensieri e gli turbano il riposo”

“Erano tutti i loro averi, il tesoro dei pescatori.
Non c’era nè chiave nè porta nè cane,
cose inutile per loro: stava di guardia la povertà”

“Ragazzo crudele, implacabile, che una torva leonessa ha nutrito;
ragazzo di pietra, indegno d’amore: io vengo a portarti
l’ultimo dono, il mio cappio. Non voglio più affliggerti
con la mia presenza: io vado
dove tu mi comandi di andare, dove tutti gli amanti
-si dice- trovano il farmaco al loro dolore: il fiume d’Oblio.
Se potessi accostarlo alle labbra e berlo d’un fiato,
nemmeno così spegnerei questo amore. Un saluto d’addio
alla tua porta: il futuro, lo so.
E’ bella la rosa, ma col tempo avvizzisce;
a primavera è bella la viola, ma presto è appassita;
e bianco è il giglio, ma appena colto sfiorisce,
e bianca è la neve, ma subito a terra si scioglie;
e bella è la bellezza dei fanciulli, ma ha breve vita.
Tempo verrà che anche tu amerai;
col cuore che brucia, sarà amaro il tuo pianto.
Ma fammi un favore, fanciullo, in quest’ultima ora.
Quando uscirai e alla tua porta mi vedrai impiccato
-questo infelice!-, non ignorarmi;
fermati e piangi, solo un’istante.
Poi staccami dal nodo e vestimi coi tuoi vestiti,
e dammi un estremo, unico bacio:
dona le tue labbra al mio cadavere. Non temere:
non potrò abbracciarti- un bacio solo, e te ne andrai”

“Giorno verrà che il lupo dalle zanne affilate
vedrà il cerbiatto nella tana, e non gli farà del male”

“Tutti i pastori dicevano
che sembrava una stella, perchè in mezzo agli altri
splendeva lucente, e attirava lo sguardo”

“..e fu pronta a combattere. Tutto il collo si gonfia
di rabbia, e la rossa criniera si rizza selvaggia,
come un arco si curva la schiena,
e i fianchi e il ventre si tendono”

“Ma se a far figli poi divento brutta?
I tuoi bambini ti daranno nuova luce”

“Piccolo il dono, ma grande l’intenzione
tutto è prezioso, se viene da un amico”

“Ragazzo mio, in vino veritas, si dice.
E noi siamo ubriachi: dobbiamo esser sinceri”

“Ricordati che l’anno scorso eri più giovane.
In uno sputo, ecco, siamo vecchi
e rugosi. La giovinezza non la si chiama indietro
lei ha le ali sulla schiena
e noi siamo troppo lenti per afferrarla al volo”

“Il mio ragazzo? Certo non è bellissimo, ma persino la terra
che calpesta mi dà gioia, e quel sorriso dolce sulle guance”

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