Frasiarzianti’s Blog

Frasi e citazioni per tutti i gusti

Archive for the category “Filosofia moderna, 12 libri”

La malattia mortale – Kierkegaard

“A molti forse questa forma di svolgimento apparirà strana e troppo rigorosa per essere edificante, e troppo edificante per essere rigorosamente scientifica. Quanto a quest’ultimo argomento, io non ne ho opinione alcuna. Quanto al primo, invece, la mia opinione non è quella; e se la forma fosse troppo rigorosa per essere edificante, questo, secondo il mio modo di vedere, sarebbe un difetto. Una cosa è se il libro può essere edificante per tutti, giacchè non tutti dispongono dei presupposti necessari per seguirlo, un’altra cosa se ha un carattere edificante. Perchè dal punto di vista  cristiano tutto, proprio tutto dev’essere edificante: quel genere di rappresentazione scientifica che non finisce per edificare è, proprio per questo, non cristiano. Tutto ciò che è cristiano deve somigliare, nella forma di rappresentazione, alla diagnosi di un medico al letto di un malato; quantunque soltanto l’esperto possa capirla, non bisogna mai dimenticare dove ci si trova.”

“Ogni conoscenza cristiana, per quanto rigorosa ne sia la forma, dev’essere ansiosa; e quest’ansia è per l’appunto ciò che edifica, essa è il rapporto con la vita, con la personalità reale e perciò, cristianamente parlando, la serietà, la sublimità indifferente della scienza, dal punto di vista cristiano, è lontano dall’essere più seria, anzi è celia e vanità.”

“Non è perchè Lazzaro fu risuscitato dai morti che si può dire che questa malattia non è mortale; è perchè c’è Lui che questa malattia non è mortale.”

“La disperazione è un pregio o un difetto? Da un punto di vista puramente dialettico è l’uno e l’altro. Se ci si volesse fermare sul pensiero astratto di disperazione senza pensare a una persona disperata, si dovrebbe dire: è un pregio immenso. La possibilità di questa malattia è la prerogativa dell’uomo di fronte all’animale; e questa prerogativa lo distingue in tutt’altro modo che non l’andatura eretta, poichè idica che egli è infinitamente eretto ed elevato, cioè che è spirito. La possibilità di questa malattia è la prerogativa dell’uomo di fronte all’animale; rendersi conto di questa malattia è la prerogativa del cristiano di fronte al pagano; esser guarito da questa malattia è la beatitudine del cristiano.”

“Quindi cadere nella malattia mortale è non poter morire, ma non come se ci fosse la speranza della vita, anzi, l’assenza di ogni speranza significa qui che non c’è nemmeno l’ultima speranza, quella della morte. Quando il maggior pericolo è la morte, si spera nella vita; ma quando si conosce il pericolo ancora più terribile, si spera nella morte. Quando il pericolo è così grande  che la morte è divenuta la speranza, la disperazione è l’assenza della speranza di poter morire.
In quest’ultimo significato la disperazione è chiamata la malattia mortale: quella contraddizione tormentosa, quella malattia nell’io di morire eternamente, di morire eppure di non morire, di morire la morte.”

“…perchè avere un io, essere un io, è la più grande concessione fatta all’uomo, ma, nello stesso tempo, è ciò che l’eternità pretende da lui.”

“Il caso raro non è che uno sia disperato; no, è raro, rarissimo che uno in verità non lo sia.”

“Ah si parla tanto di pene e di miserie umani: io cerco di comprenderle, ne ho visto anche diversi casi da vicino; si parla tanto di vite sciupate: ma sciupata è soltanto la vita di quell’uomo che la lasciava passare, ingannato dalle gioie o dalle preoccupazioni della vita, in modo che non diventò mai, in una decisione eterna, consapevole di se stesso come spirito, come io, oppure – il che vuol dire lo stesso – non si rese mai conto, non ebbe mai, nel senso più profondo, l’impressione che esiste un Dio e che egli, egli stesso, il suo io, sta davanti a questo Dio, impressione equivalente alla conquista dell’infinità che non si raggiunge se non attraverso la disperazione.”

“…mondanità vuol dire proprio attribuire alle cose senza importanza un valore infinito.”

“Vedendo intorno a sè la folla degli uomini, affaccendandosi con ogni sorta di affari mondani, imparando come vanno le cose del mondo, un tale uomo dimentica se stesso, dimentica che cosa egli è in un senso divino, non osa più credere in se stesso, trova che sia troppo rischioso essere se stesso, è molto più facile e più sicuro essere come gli altri, diventare una scimmiotatta, un numero fra gli altri nella folla.”

“Pregare è pure respirare; e la possibilità è per l’io ciò che l’ossigeno è per la respirazione. Ma come l’uomo non può respirare soltanto l’ossigeno nè soltanto l’azoto, così il respiro della preghiera non può dipendere nè dalla sola possibilità nè dalla sola necessità. perchè si possa pregare bisogna che ci sia un Dio, un io, e la possibilità, opure un io o la possibilità nel senso preciso, perchè Dio è che tutto è possibile e che tutto è possibile è Dio; e soltanto colui il cui essere fu talmente scosso che, comprendendo che tutto è possibile, è diventato spirito, soltanto lui è entrato in rapporto con Dio. Che la volontà di Dio è il possibile fa si che io possa pregare; se essa fosse soltanto il necessario, l’uomo sarebbe essenzialmente muto come l’animale.”

“Il bisogno della solitudine è sempre un segno che in un uomo c’è dello spirito, e offre la misura per determinare questo spirito.”

“Può accadere però che egli, proprio quando si è aperto davanti a un altro, si dispera per questo, che gli sembra dovesse essere suo dovere preferire infinitamente di resistere nel silenzio anzichè far conoscere il suo stato d’animo a un altro.”

“Il peccato è: davanti a Dio o avendo l’idea di Dio, disperatamente non voler essere se stesso, o disperatamente voler essere se stesso.”

“…ma che accento infinito cade sull’io nel momento in cui riceve come misura Dio.”

“Si è detto tante volte che gli uomini si scandalizzano del cristianesimo perchè ècosì cupo e oscuro, se ne scandalizzano perchè è così severo e via dicendo; bisogna però una volta per sempre mettere perfettamente in chiaro che la vera ragione per cui l’uomo si scandalizza del cristianesimo è che questo è troppo alto, che la sua misura non è la misura dell’uomo, che vuol fare dell’uomo qualcosa di così straordinario da non poter essere accolto da mente umana.”

“Allora che cos’è lo scandalo? Lo scandalo è ammirazione infelice; è perciò una specie di invidia, ma un’invidia che si rivolge contro l’uomo stesso, in un senso più stretto: è la peggiore forma di invidia contro se stesso. La grettezza di cuore dell’uomo naturale non può non invidiare a se stesso lo straordinario che Dio gli ha voluto concedere; perciò si scandalizza.”

“E ora pensiamo al cristianesimo! Oh certamente, chi lo difende non ci ha mai creduto. Se egli crede, l’entusiasmo della fede è, non una difesa, anzi è l’attacco, è la vittoria: un credente è un trionfatore.”

“Che risultato eccellente ha conseguito la cristianità! Se non si fosse mai sentita una parola del cristianesimo, gli uomini non sarebbero così presuntuosi, come, infatti, non è mai stato il paganesimo; ma siccome le idee cristiane sono state divulgate in un modo così poco cristiano, la gente se ne serve per nutrire la massima saccenteria, se pure non ne abusa in altro modo egualmente sfacciato. Infatti, non è argomento per un epigramma che il bestemmiare non era ancora in uso nel paganesimo mentre invece è diffusissimo nel mondo cristiano? che il paganesimo pronunciava il nome di Dio con un certo orrore, col timore del mistero, quasi sempre con grande solennità, mentre nel mondo cristiano il nome di Dio è forse la parola che ricorre più spesso nella conversazione di ogni giorni, e in ogni modo è la parola che si usa con la maggiore spensieratezza e trascuranza, perchè il povero Dio rivelato 8il quale è stato abbastanza incauto e imprudente da rivelarsi invece di tenersi nascosto come fanno sempre i personaggi distinti) è divenuto un personaggio troppo conosciuto in tutta la popolazione, al quale rende già un servizio straordinario andando qualche volta in chiesa, dove uno viene elogiato dal pastore che lo ringrazia in nome di Dio per l’onore della visita e lo onora col titolo di devoto e punzecchia invece un poco la gente che non rende mai a Dio l’onore di andare in chiesa?”

“Come peccatore l’uomo è separato da Dio dall’abisso più profondo della qualità. E, naturalmente, Dio è separato dall’uomo  dall’abisso della stessa qualità; quando rimette i peccati.”

“Chi siede in una vetrina non è così penosamente esposto agli sguardi della gente come ogni uomo nella sua trasparenza davanti a Dio.”

“Se Cristo ti è stato annunziato, è scandalo il dire: non ne voglio avere opinione alcuna.”

“…nella prima parte fu stabilita la formula per lo stato in cui non c’è nessuna disperazione: mettendosi in rapporto con se stesso e volendo essere se stesso, l’io si fonda, trasparente, nella potenza che l’ha posto. E questa formula , come abbiamo spesso rammentato, è la definizione della fede.”

Memorie di Sanson – Balzac

“Un tempo le maniere e le abitudini della gente titolata erano così diverse da quelle delle abitudini della gente comune che si riconosceva facilmente una persona aristocratica.”

“Perchè proprio quando si vuole essere fini di mente, lo si è di meno.”

“Quale uomo, per quanto la sorte lo abbia posto in basso, non aspira alla stima dei suoi simili?”

“Quante razze maledette si contano sulla terra! E quante razze priviliegiate! Chi mi rivelerà l’origine dell’aristocrazia, chi mi spiegherà da cosa nasce l’emarginazione?”

“Credo che ovunque, tranne a qualche migliaia di leghe da qui, ai confini della Cina, nei pressi della Grande Muraglia, i discendenti della tribù di Giuda siano disprezzati e respinti da ogni nazione: per loro non esiste borghesia, i cittadini li avversano, e quando il legislatore li risolleva, il pregiudizio li riabbassa.”

“La cosa migliore è essere contenti di sè e non essere scontenti di nessuno: solo questo implica la condizione umana, ed è più di quanto comporti la condizione sociale; ma è sufficiente essere in pace con la propria coscienza.”

“Non c’è contrada in Europa in cui lo zingaro non sia errante, vagabondo e condannato all’obbrobbio.”

“L’esistenza peggiore di tutte è quellain cui l’uomo è ridotto a obliare costantemente se stesso.”

“Non dimenticate mai che l’uomo trae forza dalla propria coscienza, e che colui che vive in pace con se stesso è al di sopra dell’opinione altrui.”

“Che l’offesa ricada su chi offende se l’offeso non è colpevole”

“Quando ci si tiffa di colpo nell’acqua fredda, la sensazione che si prova è molto spiacevole, ma se prima s’immergono i piedi, non è più tanto difficile metterci il resto del corpo. Caro mio, non esistono temperature che l’uomo non possa sopportare.”

Della necessità della scommessa – Pascal

“Dire infatti sciocchezze per caso e per debolezza è un male comune; ma dirle a bella posta non è una cosa sopportabile”

“Bisogna conoscere se stessi: quand’anche non servisse a trovare il vero, almeno servirebbe a dare una regola alla propria vita, e non c’è nulla di più giusto.”

“Quando si legge troppo in fretta o troppo adagio non si comprende nulla.”

“Che cos’è mai un uomo nell’infinito?”

“Che cos’è mai infatti l’uomo nella natura? Un nulla a paragone dell’infinito, un tutto a paragone del nulla, una via di mezzo tra nulla e tutto. infinitamente lontano del comprendere gli estremi, il termine delle cose e il loro principio sono per lui insormontabilmente celati in un segreto impenetrabile, egualmente incapace di cogliere il nulla da cui è strappato e l’infinito che lo inghiotte.”

“Rendiamoci dunque conto della nostra condizione; siamo qualche cosa e non siamo tutto, quel tanto di essere che possediamo ci  preclude la conoscenza dei principi primi, che nascono dal nulla, e quel poco di essere che abbiamo ci nasconde la vista dell’infinito.” 

“Navighiamo in una vasta via mediana, sempre incerti e fluttuanti, spinti da un capo all’altro. Qualsiasi approdo a cui pensassimo di attaccarci e di assestarci si muove e si allontana da noi; e se lo seguiamo, sfugge alla nostra presa, scivola via da noi e fugge in un’eterna fuga. Niente si ferma per noi. Questa è la condizione che ci è naturale e tuttavia la più contraria alla nostra inclinazione; ardiamo dal desiderio di trovare uno stabile assestamento e un’ultima base immobile per edificarvi una torre che s’innalzi all’infinito; ma ogni nostro fondamento scricchiola e la terra di apre fino agli abissi.”

“Come mai uno zoppo non ci sdegna, mentre ci sdegna un intelletto zoppicante? Perchè uno zoppo riconosce che noi camminiamo dritti, mentre un intelletto zoppicante dice che siamo noi a zoppicare; diversamente ne avremmo compassione e non sdegno.”

“Immaginazione: è la parte ingannevole nell’uomo, la maestra dell’errore e della falsità, e tanto più scaltra in quanto non sempre risulta tale; infatti sarebbe infallibile regola di verità s’essa fosse infallibile regola di menzogna. Essendo però il più delle volte falsa, non dà alcun segno della sua qualità, giacchè segna con lo stesso carattere il vero e il falso.”

“E come giudica più giusta la causa che perora un avvocato ben pagato anticipatamente.”

“La cosa di maggior momento per l’intera vita è la scelta del mestiere: è il caso a disporne. La consuetudine fa i muratori, i soldati, i conciatetti.”

“E’ indubbiamente un male essere pieno di difetti, ma è un male anche maggiore esserne pieni e non volerli riconoscere, perchè ciò equivale ad aggiungervi anche quello di una volontaria illusione.”

“Dire la verità è utile per colui al quale la si dice, ma svantaggioso per coloro che la dicono, poichè si fanno odiare.”

“Reputo incontestabile che se tutti gli uomini sapessero quel che dicono gli uni degli altri non esisterebbero quattro amici al mondo.”

“Quant’è difficile proporre una cosa al giudizio di una altro, senza corrompere il suo giudizio con il modo di proporgliela.”

“Il tempo risana i dolori e le dispute perchè noi cambiamo, non siamo più la stessa persona.”

“Niente è tanto insopportabile all’uomo quanto lo starsene in un completo riposo, senza passioni, senza un daffare, senza svago, senza potersi applicare. Avverte allora la sua nullità, il suo abbandono, la sua insufficienza, la sua subordinazione, la sua impotenza, il suo vuoto. Subitamente scaturirà dal fondo della sua anima il tedio, la tetraggine, la tristezza, l’afflizione, il dispetto, la disperazione.”

“Noi non cerchiamo mai le cose, ma la ricerca delle cose.”

“Ho scoperto che tutta l’infelicità umana deriva da una sola cusa, quella cioè di non saper starsene quieti in una camera.”

“Egli è soltanto un uomo, in fin dei conti, vale a dire capace di poco e di molto, di tutto e di niente: non è nè angelo nè bestia, ma uomo.”

“Non ci accontentiamo della vita che abbiamo in noi e del nostro proprio essere: vogliamo vivere nella rappresentazione altrui d’una vita immaginaria, e perciò ci sforziamo di apparire in un certo modo.”

“Siamo così presuntuosi che vorremmo essere conosciuti  da tutta la terra, e persino dalle genti che verranno quando non ci saremo più; e siamo così vanesi che la stima di cinque o sei persone raccolte intorno a noi ci diletta e ci rende contenti.”

“Il naso di Cleopatra: se fosse stato più corto tutta la faccia della terra avrebbe mutato.”

“Il presente non è mai il nostro fine: il passato e il presente sono i nostri mezzi; unicamente l’avvenire è il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere; e, predisponendoci sempre a essere felici, è inevitabile che non lo siamo mai.”

“Corriamo incuranti verso il precipizio, dopo esserci messi qualcosa davanti perchè ci impedisca di vederlo.”

“Colui che dubita e che non cerca è al tempo stesso grandemente infelice e grandemente ingiusto.”

“Quando considero la breve durata della mia vita, immersa nell’eternità che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e persino che vedo, inabissato nell’immensità infinita degli spazi che ignoro e che mi ignorano, mi sgomento e mi stupisco di vedermi qui piuttosto che là, dal momento che non c’è nessuna ragione perchè sia qui piuttosto che là, perchè ora piuttosto che allora. Chi mi ci ha messo? per ordine e opera di chi questo luogo e questo tempo è stato destinato a me?”

“E’ una cosa orribile sentire scorrere via tutto ciò che si possiede”

“Che ragione hanno di dire che non si può risuscitare? Che cosa è più difficile: nascere o risuscitare? Che ciò che non è mai stato sia oppure che ciò che è stato sia ancora? E’ più difficile venire ad esistenza o ritornarvi? L’abitudine ci rende facile la prima cosa, la mancanza d’abitudine rende l’altra impossibile: maniera popolare di giudicare”

“Esaminiamo dunque questo punto, e diciamo: Dio è, Dio non è. Ma da quale parte propenderemo? La ragione in ciò non può determinare nulla: un caos infinito ci separa. Si sta svolgendo un giuoco all’estremità di questa distanza infinita in cui sortirà testa o croce. Che cosa scommetterete? Secondo ragione non potete puntare nè sull’una nè sull’altra ipotesi; secondo ragione, non potete escludere nessuna delle due. Non tacciate dunque di falsità coloro che hanno fatto una scelta, poichè voi non ne sapete niente.”

“Pesiamo la vincita e la perdita, ove si scommetta croce che Dio esiste. Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto; se perdete, non perdete niente. Scommettete dunque che Egli esiste, senza esitare.”

Trattato Sulla Tolleranza – Voltaire

“Ci si dimentica presto quella folla di morti che cade in innumerevoli battaglie: ciò avviene per l’inevitabile fatalità della guerra, e inoltre quelli che muoiono per la sorte delle armi avrebbero potuto a loro volta uccidere i loro nemici e non sono morti senza avere la possibilità di difendersi”

“Si direbbe che si sia fatto voto di odiare i propri fratelli, dal momento che siamo abbastanza religiosi per odiare e perseguitare, e lo siamo troppo poco per amare e per soccorrere”

“Ed ecco quale fu il loro supplizio. Venivano sospesi all’estremità di una lunga pertica messa in bilico su un palo diritto. Un gran fuoco era acceso sotto di loro: vi venivano calati e poi ritirati, alternativamente. Così provavano i tormenti della morte, per gradi, finchè spiravano attraverso il più lungo e il più spaventoso supplizio che mai barbarie abbia inventato”

“La filosofia, la filosofia da sola, questa sorella della religione, ha disarmato le mani che la superstizione aveva per così lungo tempo insanguinato, e lo spirito umano, destatosi dalla sua ebbrezza, si è meravigliato degli eccessi cui lo aveva condotto il fanatismo”

“Non cercate di turbare i cuori e tutti i cuori saranno per voi”

“I tempi passati non sono mai esistiti. Bisogna sempre partire dal punto in cui si è, e da quello in cui le nazioni sono giunte”

“Il diritto naturale è quello che la natura indica a tutti gli uomini. Avete allevato vostro figlio: egli vi deve dunque rispetto perchè siete suo padre, riconoscenza perchè siete suo benefattore. Avete diritto ai prodotti della terra che avete coltivato con le vostre mani. Avete fatto e ricevuto una promessa: essa deve essere mantenuta.
Il diritto umano non può essere fondato, in nessun caso, che su questo diritto di natura; il fondamentale principio, il principio universale di entrambi i diritti è su tutta la terra: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”

“Troppo a lungo la menzogna ha dominato gli uomini”

“Lo dico con orrore, ma sono sincero: siamo noi, i cristiani, noi siamo stati i persecutori, i boia, gli assassini! E di chi? Dei nostri fratelli. Siamo noi che abbiamo distrutto cento città, con il crocifisso o la Bibbia in mano, e che non abbiamo smesso di spargere sangue e di accendere roghi, dal regno di Costantino fino al furore dei cannibali che abitavano le Cevenne: furori che, grazie al cielo, oggi non esistono più”

“Gli uomini già da molto tempo hanno avuto il loro inferno su questa terra”

“Felice quella contraddizione che porta costumi moderati quando si hanno leggi sanguinarie”

“Se volete assomigliare a Gesù Cristo, siate martiri e non carnefici”

“Dovunque ci sia una società organizzata, una religione è necessaria; le leggi vegliano sui delitti conosciuti, e la religione su quelli che restano segreti”

“Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli”

Il Concetto Di Tempo – Heidegger

“Che cosa esperiamo del tempo per mezzo dell’orologio? Il tempo è qualcosa in cui un “punto-ora” può essere fissato a piacimento in modo tale che, di due diversi punti temporali, l’uno è sempre prima e l’altro poi, senza che alcun punto-ora del tempo si distingua dall’altro. In quanto “ora” esso è il possibile prima d’un poi, in quanto “poi” è il possibile poi di un prima.”

“Faccio un’asserzione adeguata soltanto se dico che il tempo non ha propriamente tempo per misurare il tempo”

“Il futuro è adesso ciò in cui la cura si impiglia, non è l’autentico essere futuro del non più, ma il futuro che il presente stesso si forma come proprio, dacchè il non più come futuro autentico non può mai farsi presente. Se lo facesse, sarebbe il nulla. L’essere futuro in cui la cura si impiglia è tale in grazia del presente”

Memorie Di Adriano – Yourcenar

“Posso difendere la mia posizione palmo a palmo, e persino riconquistare qualche pollice di terreno perduto…dire che ho i giorni contati non significa nulla; è stato sempre così; è così per noi tutti”

“Da ciascuna delle arti che praticai a suo tempo traggo una conoscenza che mi compensa in parte dei piaceri perduti”

“Così il vino ci inizia ai misteri vulcanici del suolo, ai suoi misteriosi tesori: bere una coppa di vino di Samo, a mezzogiorno, col sole alto, o piuttosto sorseggiarlo una sera d’inverno, quando si è in quello stato di fatica che consente di sentirlo immediatamente colare caldo nella cavità del diaframma, e diffondersi nelle vene ardente e sicuro, sono sensazioni quasi sacre, persino troppo violente, per la mente umana”

“Quanto agli scrupoli religiosi dei ginnosofisti e la ripugnanza che provano alla vista della carne sanguinolenta, mi colpirebbero di più se non mi venisse fatto di chiedere a me stesso in che cosa la sofferenza dell’erba falciata differisca essenzialmente da quella di un montone sgozzato, e se l’orrore che proviamo nel vedere trucidare un animale non dipenda soprattutto dal fatto che la nostra sensibilità appartiene al medesimo regno”

“Ma qui m’interessa quel particolare mistero del sonno, goduto per se stesso, quel tuffo inevitabile nel quale l’uomo, ignudo, solo, inerme, s’avventura ogni sera in un oceano, nel quale ogni cosa muta – i colori, la densità delle cose, persino il ritmo del respiro, un oceano nel quale ci vengono incontro i morti. Nel sonno, una cosa ci rassicura, ed è il fatto di uscirne, e di uscirne immutati, dato che una proibizione bizzarra c’impedisce di riportare con noi il residuo esatto dei nostri sogni”

“La divinità di questo grande donatore di ristoro consiste nell’operare i suoi benefici su chi dorme senza tener conto della sua persona, come l’acqua ricca di poteri terapeutici non si dà alcuna pena di sapere chi beve alla sorgente”

“Che cos’è l’insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni?”

“La parola scritta m’ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m’hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri”

“Gli storici ci propongono una visione sistematica del passato, troppo completa, una serie di cause ed effetti troppo esatta e nitida per aver mai potuto essere vera del tutto; rimodellano questa docile materia inanimata, ma io che anche a Plutarco sfuggirà sempre Alessandro”

“Mi vien fatto di riflettere che i grandi uomini emergono proprio in virtù d’un atteggiamento estremo, e che il loro eroismo consiste nel mantenervisi per tutta la vita: essi sono i nostri poli, o i nostri antipodi. Io ho occupato volta a volta tutte le posizioni estreme, ma non vi sono rimasto: la vita me ne ha fatto sempre slittare. E malgrado ciò, non posso neppure, come una brava persona che abbia fatto l’agricoltore o il facchino, vantarmi d’aver vissuto sempre al centro”

“Il vero luogo natìo è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono i libri”

“Spirito pratico, m’insegnò a preferire le cose alle parole, a diffidare delle formule, a osservare piuttosto che a giudicare”

“Non manca un barlume di luce neppure nel più opaco degli uomini”

“Il nostro errore più grave è quello di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha”

“Ma quel periodo di eroiche follie m’ha insegnato a distinguere tra i diversi aspetti del coraggio: quello che mi piacerebbe possedere sempre dovrebbe essere gelido, indifferente, scevro da qualsiasi esaltazione fisica, impassibile come l’equanimità di un dio”

“Quel che per breve tempo avevo consentito a prendere per bellezza non era stato mai che un fiore di giovinezza effimera”

“Non v’è capo di Stato che tolleri di buon grado l’esistenza di un nemico organizzato alle porte”

“Aveva ragione Cesare a preferire d’essere il primo in un villaggio che il secondo a Roma. Non per ambizione o per vanagloria, ma perchè chi occupa un ruolo secondario non ha altra scelta se non tra i pericoli dell’obbedienza, quelli della rivolta e quelli, ancor più gravi, del compromesso”

“Ben pochi realizzano se stessi prima di morire”

“L’oro puro del rispetto era troppo molle se non si aggiungeva nella lega una dose di paura”

“Ma qualsiasi creazione umana che pretenda all’eternità è costretta a adattarsi al ritmo mutevole dei grandi eventi della natura, conformarsi al mutare degli astri”

“Ogni legge trasgredita troppo spesso è cattiva; spetta al legislatore abrogarla o emendarla, per impedire che il dispregio in cui è caduta quella stolta ordinanza si estenda ad altre leggi più giuste”

“Non credo che alcun sistema filosofico riuscirà mai a sopprimere la schiavitù: tutt’al più, ne muterà il nome. Si possono immaginare forme di schiavitù peggiori delle nostre, perchè più insidiose: sia che si riesca a trasformare gli uomini in macchine stupide ed appagate, che si credono libere mentre sono asservite, sia che si imprima in loro una passione forsennata per il lavoro, divorante quanto quella della guerra presso le razze barbare, tale da escludere gli svaghi, i piaceri umani”

“E mi accorsi quanto sia vantaggioso essere un uomo nuovo, solo, quasi esente da vincoli matrimoniali, senza figli, quasi senza avi, un ulisse senz’altra Itaca che quella interiore”

“Elevare fortificazioni in fin dei conti equivale a costruire dighe: equivale a trovare la linea sulla quale si può difendere una sponda o un impero, il punto dove sarà contenuto, arrestato, infranto, l’assalto delle onde o quello dei barbari”

“Ogni uomo, nel corso della sua breve esistenza, deve scegliere eternamente tra la speranza insonne e la saggia rinuncia a ogni speranza, tra i piaceri dell’anarchia e quelli dell’ordine, tra il Titano e l’Olimpico. Scegliere tra essi, o riuscire a comporre, tra essi, l’armonia”

“Avevo sentito parlare delle iridescenze stupende dell’aurora sul Mare Jonio, quando la si contempla dalla vetta dell’Etna. Stabilii di intraprendere l’ascensione di quella montagna; passammo dalla regione delle vigne a quella della lava, poi della neve. Il fanciullo dalle gambe di danzatore correva su quelle ripide chine; i sapienti che mi accompagnavano salirono a dorso di muli. Sulla cima, era stato costruito un rifugio ove poter attendere l’alba. Questa alfine spuntò: un’immensa sciarpa d’Iride si distese da un orizzonte all’altro; strani fuochi brillarono sui ghiacci della vetta; la vastità terrestre e marina si dischiuse al nostro sguardo sino all’Africa, visibile, e alla Grecia che s’indovinava. Fu uno dei momenti supremi della mia vita. Non vi mancò nulla, nè la frangia dorata d’una nube, nè le aquile, nè il coppiere dell’immortalità”

“La memoria della maggior parte degli uomini è un cimitero abbandonato, dove giacciono senza onori i morti che essi hanno cessato di amare. Ogni dolore prolungato è un insulto al loro oblio”

“Si sgomentava per le nostre vecchie religioni, che non impongono all’uomo il giogo di alcun dogma, si prtano a interpretazioni varie quanto la natura stessa, e lasciano che i cuori austeri si foggino, se lo vogliono, una morale più alta senza costringere le masse a precetti troppo rigidi per evitare che ne scaturiscano subito costrizione e ipocrisia”

“Non v’è un altro popolo, all’infuori di Israele, così arrogante da pretendere di contenere la verità intera nei limiti angusti dìuna sola concezione divina, insultando così la molteplicità del dio che tutto contiene; non v’è altro dio che abbia ispirato ai suoi fedeli disprezzo e odio per coloro che pregano ad are diverse”

“Ma sono disposto a riconoscergli quella parte di genio che ci vuol sempre per salire tanto presto in alto nelle cose umane; non ci s’impone così se non si possiede almeno qualche abilità, anche rozza”

“Natura deficit, fortuna mutatur, deus omnia cernit (la natura ci tradisce, la fortuna muta, un dio dall’alto guarda ogni cosa”

“L’incivilimento dei costumi, il progresso delle idee durante l’ultimo secolo è opera di una minoranza esigua di spiriti illuminati; la massa resta ignara, feroce quando può, sempre egoista e gretta, e si può scommettere fondatamente che tale resterà sempre”

“La mia opinione su di lui si modificava senza posa, il che accade solo per gli esseri che ci toccano da vicino: gli altri, ci contentiamo di giudicarli alla grossa, e una volta per tutte”

“Ma i legami del sangue sono molto deboli, checchè se ne dica, quando non c’è un affetto a rinsaldarli”

“A volte mi chiedo contro quale scoglio farà naufragio tutto ciò, poichè si fa sempre naufragio”

“Il sistema delle retribuzioni e delle pene lascia freddo un giudice consapevole della difficoltà d’un giudizio”

“E, tuttavia, non è privo di dolcezza questo immergersi nelle regioni vaghe dei sogni; ivi, possiedo per un istante segreti che subito mi sfuggono; mi disseto a sorgenti”

“Sopravverranno le catastrofi e le rovine: trionferà il caos, ma di tanto in tanto verrà anche l’ordine”

“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più…Cerchiamo di entrare nella morte a occhi aperti…”

Anatol – Sgalambro

“Il filosofo non sa più di quello che sanno gli altri, ma lo sa”

“La morale è soltanto una macchia nella limpidezza del fato, nota Anatol. La pratica, solo una debolezza della teoria”

“Conosci dal tuo posto. Ce ne sarà uno migliore – ma questo è il tuo”

“Odiava il dialogo. Questa mostruosa moltiplicazione di se stessi. Amava l’intelligenza una. Si educava a essere il solo. Si deduceva; tramutava ciò che era in idea. Si vedeva in trasparenza. Si, si dava la vita con le proprie mani”

“Bisogna parlare per l’eternità, non per il tempo, continuava. Se però ciò che dici dura solo un milionesimo di secondo in miliardi di anni, non c’entri tu, ma la cattiva stella della tua specie”

“Dogmi, non certezze”

“Sono costretto a odiare, non c’è scampo. Non posso guardare chi mi è accanto, a due passi, senza sentirlo. Presto l’odio si stabilizza, assume contorni precisi, profili perfetti. Un sentimento d’invidiabile chiarezza, più terso dell’amore, disinteressato come può esserlo ogni altro sentimento, ma certamente di più. Qui è il difficile passaggio dove la ragione si inoltra in un bosco come un bambino smarrito. Ma nell’odio io mi ritrovo come in nessun’altra passione”

“Doveva alle Vite Parallele lo stimolo alla imitazione degli eroi del pensiero”

“Se l’amore nasce da ciò che manca, rifletteva, e dal desiderio di esso, per cui si ama qualcuno come se lo si fosse creato, come opera propria, l’odio nasce invece dal senso che costui è di troppo. Esso è lo smacco di un annullamento desiderato. L’odio è possibile perchè non è possibile il nulla”

“Arrivano già i venti d’autunno e tutti i profumi. I pensieri sono come frutti carnosi e cola la bella succosità. E’ tempo. Le vicende del tuo pensiero sono fini avventure, o picaro. Erri nell’Andalusia e meni fendenti nelle giostre o nelle calde notti bari ai dadi e bevi mescal a Quauhnahuac mentre intagli frasucce per pochi money? Raccattatore di barattoli vuoti, a cui piace il rumore di latta che rotola, tu frughi tra sillogismi smessi e lo spirito disusato ti attrae, piccolo rigattiere”

“L’amore non consiste se non in uno stato di contemplazione reciproca attraverso il quale ciascuno rimanda a chi ama la luce che possiede”

“Dei suoi maestri Anatol dice: sono stati i miei migliori discepoli”

“E’ quello che è rimasto in me per questi lunghi anni che mi sta a cuore, non ciò che alcuni giorni vi potrebbero aggiungere”

“L’azione è l’argomento degli incapaci. Proprio perchè non riescono a pensare essi tentano la carta dell’azione, mentre è nella contemplazione che ciò che può essere dato è dato come può esserlo”

“L’invenzione è un passaggio segreto attraverso il quale ci troviamo un giorno davanti a ciò che nessuna fantasia potrebbe mai ospitare”

“Cara amica, voi mi chiedete di rispondervi su una questione sempre urgente come quella del suicidio… Capisco il vostro giovanile wertherismo. Ma rispondetemi: fino a che punto c’è una causalità del dolore? Ricordatevi, il dolore è una cosa passata. il segno che resta nella coscienza mentri il corpo ha già dimenticato. Ascoltatemi: trattate i moti dell’anima come i moti dell’intestino. Un giorno bisognerà certo spararsi, ma per intanto viviamo”

“Se in voi si acuiscono i sensi, questi rozzi legami con le cose, sentirete Dio come una mutilazione, come un impedimento alla mente di espandersi, di essere atto. Vi sentirete appunto corpo e ve ne vergognerete”

“Immagina una pietra. Immota, preda dei venti, del tempo, di mille bufere, essa è come un Dio. Nulla la intacca nella sua essenza. Non ti pare che questo sia segno della sua superiorità? Perchè un Dio, là dove basta un ciottolo?”

“La derisorietà odierna della contemplazione consegue alla perdita di rango della vita mentale”

“La bellezza è l’esodo da questo mondo. E’ come se essa lo abbandonasse con sdegno nell’attimo in cui si rivela. Un fruscìo, un soffio di vento, un brivido intenso, e dentro di noi il vuoto improvviso”

“Sono un uomo ma tutto ciò che è umano lo reputo estraneo”

“Distingueva tra uomini che hanno un valore e uomini che hanno solo un prezzo”

Per La Pace Perpetua – Kant

“Una minoranza di nazioni costituisce un arcipelago di isole di relativo benessere in un mare di tirannia e di miseria disumana e la preservazione di un tenore di vita elevato dipende assolutamente dal rigido controllo dell’immigrazione” (Nagel)

“Un trattato di pace non può valere come tale se viene fatto con la segreta riserva di materia per una futura guerra”

“Nessuno stato indipendente può venire acquisito da un altro Stato tramite eredità, scambio, vendita o dono”

“Gli eserciti permanenti (miles perpetuus) devono con il tempo scomparire del tutto”

“L’essere assoldati per uccidere e venire uccisi sembra comportare un uso degli uomini come semplici macchine o strumenti nelle mani di un altro (dello Stato), un uso che non si accorda con il diritto dell’umanità nella nostra propria persona”

“Non devono essere fatti debiti pubblici in vista di conflitti esterni dello Stato”

“Nessuno stato può intromettersi con la violenza nella costituzione e nel governo di un altro Stato”

“Nessuno Stato in guerra con un altro si può permettere ostilità tali da rendere necessariamente impossibile la reciproca fiducia in una pace futura”

“Anche in guerra deve pur continuare a esserci una certa fiducia nel modo di pensare del nemico, perchè altrimenti non potrebbe essere conclusa alcuna pace e le ostilità si trasformerebbero in una guerra di sterminio (bellum internecinum)”

“Lo stato di pace tra gli uomini, che vivono gli uni a fianco degli altri, non è uno stato naturale (status naturalis), il quale piuttosto è uno stato di guerra, ossia anche se non sempre si ha uno scoppio delle ostilità, c’è però la loro costante minaccia”

“In ogni Stato la costituzione civile dev’essere repubblicana”

“La mia libertà esterna dev’essere definita in questo modo: essa è la facoltà di obbedire a nessun’altra legge esterna se non a quelle leggi a cui ho potuto dare il mio consenso”

“Se per decidere se debba esserci o no la guerra viene richiesto il consenso dei cittadini, allora la cosa più naturale è che, dovendo decidere di subire loro stessi tutte le calamità della guerra, rifletteranno molto prima di iniziare un gioco così brutto. Al contrario, invece, in una costituzione in cui il suddito non sia cittadino, quindi una costituzione non repubblicana, decidere la guerra è la cosa sulla quale si riflette di meno al mondo”

“Il diritto internazionale si deve fondare su un federalismo di liberi Stati”

“Ora, così come noi consideriamo con profondo disprezzo l’attaccamento dei selvaggi alla loro sfrenata libertà. che consiste nell’essere continuamente in lotta tra loro invece che sottoporsi a una costrizione legale stabilita da loro stessi, e a preferire quindi una libertà folle a una libertà ragionevole, e la giudichiamo come una rozzezza, una brutalità e una degradazione animalesca dell’umanità, verrebbe spontaneo di pensare che i popoli civili (ognuno dei quali riunito a sè in uno Stato) dovrebbero affrettarsi per uscire al più presto possibile da una condizione così abbietta, al contrario invece ogni Stato ripone la sua maestà proprio nel fatto di non essere soggetto a nessuna costrizione legal, e lo spledore del suo capo supremo sta nel fatto che, senza che egli si esponga a nessun pericolo, sotto il suo comando stanno molte migliaia di uomini che sono costretti a sacrificare la loro vita per una cosa che non li riguarda”

“Eppure, questo omaggio che ogni Stato fa (almeno a parole) al concetto di diritto dimostra che si può cogliere nell’uomo una più forte disposizione morale, anche se per ora sopita, che lo porterà un giorno a dominare il principio del male che è in lui (e che non può negare) e a sperare che questo avvenga anche negli altri”

“Deve necessariamente esserci una federazione di tipo particolare, che si può chiamare federazione di pace (foedus pacificum), che si differenzierebbe dal trattato di pace (pactum pacis) per il fatto che questo cerca di porre fine semplicemente a una guerra, quella invece a tutte le guerre per sempre”

“Il diritto cosmopolitico dev’essere limitato alle condizioni della ospitalità universale”

“Qui non è in discussione la filantropia ma il diritto, e allora ospitalità significa il diritto che uno straniero ha di non essere trattato come un nemico a causa del suo arrivo nella terra di un altro. Non è un diritto d’accoglienza a cui lo straniero possa appellarsi, ma un dirito di visita”

“Poichè con la comunanza (più o meno stretta) tra i popoli della terra, che alla fine ha dappertutto prevalso, si è arrivati a tal punto che la violazione di un diritto commessa in una parte del mondo viene sentita in tutte le altre parti, allora l’idea di un diritto cosmopolitico non appare più come un tipo di rappresentazione chimerica ed esaltata del diritto, ma come un necessario completamento del codice non scritto sia del diritto politico sia del diritto internazionale verso il diritto pubblico dell’umanità, e quindi verso la pace perpetua”

“Se io, della natura, dico che essa vuole che accada questo o quello, ciò non significa che la natura ponga a noi il dovere di farlo (infatti questo lo può solo la ragione pratica libera da ogni costrizione) ma lo fa essa stessa, che noi lo vogliamo o no (fata volentem ducunt, nolentem trahunt)”

“L’uomo, benchè non sia moralmente buono, viene tuttavia costretto a essere un buon cittadino”

“Istituzione dello Stato: ordinare una massa di esseri ragionevoli, che per la loro conservazione esigono tutti insieme leggi generali, ognuno dei quali però ha la segreta tendenza a sottrarsi a esse, e istituire una costituzione in modo tale che, benchè nei loro sentimenti privati si oppongano l’uno con l’altro, questi sentimenti si frenino a vicenda così che nel loro comportamento pubblico il risultato sia come se quei cattivi sentimenti non ci fossero affatto”

“Il giunco, quando viene piegato troppo, allora si spezza,; e chi vuole troppo, non vuole nulla” (Bouterwek)

“L’idea di diritto internazionale presuppone la separazione di molti Stati vicini indipendenti l’uno dall’altro e benchè una tale condizione sia già uno stato di guerra, eppure questa stessa condizione, per l’idea della ragione, è meglio della loro fusione operata da una potenza che sovrasti le altre e si trasformi in monarchia universale; le leggi infatti con la maggiore estensione del governo perdono la loro forza e un dispotismo senz’anima, dopo aver estirpato i germi del bene, precipita in anarchia”

“La natura si serve di due mezzi per impedire ai popoli di mescolarsi e per separarli, la diversità delle lingue e delle religioni”

“E’ lo spirito del commercio che non può convivere con la guerra, e che prima o poi s’impadronisce di ogni popolo”

“Le massime dei filosofi sulle condizioni che rendono possibile la pace pubblica devono essere tenute presenti dagli Stati armati per la guerra”

“Il giurista che ha assunto a simbolo la bilancia del diritto e accanto a essa la spada della giustizia si serve comunemente di quest’ultima non solo per allontanare dalla prima tutte le influenze esterne, ma anche per aggiungere su un piatto della bilancia che non vuole scendere, il peso della spada (vae victis) “

“Io posso ben immaginarmi un politico morale, un politico cioè che prende i principi della prudenza politica in modo che possano convivere con la morale, non però un moralista politico che si foggia una morale in funzione delle convenienze dell’uomo di Stato”

(Fac et excusa; si fecisti nega; dividi et impera)

“Dunque (oggettivamente) nella teoria non esiste affatto contrasto tra la morale e la politica. Soggettivamente invece (nella propensione egoistica degli uomini, la quale però, non essendo fondata su massime della ragione, non deve ancora venire chiamata pratica, praxis), questo contrasto serve da incentivo alla virtù, il cui vero coraggio, in questo caso, non consiste tanto nel resistere con saldo proposito ai mali e ai sacrifici, che qui si devono accettare, ma nel guardare negli occhi il principio del male dentro di noi, e nel vincere la sua perfidia, quel principio molto più pericoloso, ingannevole e traditore, eppure capace di ragionamenti sottili nella sua pretesa di giustificare con la debolezza della natura umana qualsiasi trasgressione”

“La vera politica quindi non può fare nessun passo avanti senza prima aver reso omaggio alla morale, e benchè la politica in sè stessa sia una difficile arte, tuttavia non è affatto una tecnica la sua unione con la morale; infatti è questa che taglia il nodo che quella non è capace di sciogliere appena l’una e l’altra entrano in conflitto. Il diritto degli uomini deve essere considerato sacro, per quanto grande sia il sacrificio da pagare per il potere dominante. Qui non si possono fare le cose a metà e inventare un termine intermedio di un diritto condizionato pragmaticamente (tra diritto e utile), ma ogni politica deve piegare le ginocchia davanti al diritto, e può però in cambio sperare di raggiungere se pure lentamente quello stadio in cui splenderà senza posa”

“Chi non ha sufficiente potere per proteggere rispetto all’altro un qualunque individuo del popolo, non ha neppure il diritto di comandarlo”

“Formula trascendentale del diritto pubblico: tutte le azioni relative al diritto degli altri uomini, la cui massima è incompatibile con la pubblicità, sono ingiuste”

Il Principe – Machiavelli

“Così come coloro che disegnono e’ paesi si pongano bassi nel piano a considerare la natura de’ monti e de’ luoghi alti, e per considerare quella de’ bassi si pongano alto sopra monti, similmente a conoscere bene la natura de’ populi bisogna esser principe, et a conoscere bene quella de’ principi bisogna esser populare”

“Li uomini mutano volentieri signore credendo migliorare; e questa credenza gli fa pigliare l’arme contro a quello; di che s’ingannono, perchè veggono poi per esperienzia avere peggiorato.”

“Perchè, standovi, si veggono nascere e’ disordini, e presto vi puoi rimediare; non vi stando, s’intendono quando sono grandi, e non vi è più rimedio”

“Li uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere; perchè si vendicano delle leggieri offese, delle gravi non possono; sì che l’offesa che si fa all’uomo debbe essere in modo che la non tema la vendetta”

“…non solamente hanno ad avere riguardo alli scandoli presenti, ma a’ futuri, et a quelli con ogni industria ovviare: perchè, prevedendosi discosto, facilmente vi si può rimediare, ma, aspettando che ti si appressino, la medicina non è a tempo, perchè la malattia è diventata incurabile”

“Né piacque mai loro quello che tutto dì è in bocca dè savi de nostri tempi, di godere el benefizio del tempo, ma sì bene quello della virtù e prudenzia loro; perchè el tempo si caccia innanzi ogni cosa, e può condurre seco bene come male, e male come bene”

“E’ cosa veramente molto naturale et ordinaria desiderare di acquistare; e sempre, quando li uomini lo fanno che possano, saranno laudati, o non biasimati; ma, quando non possono, e vogliono farlo in ogni modo, qui è l’errore et il biasimo”

“…che non si debbe mai lasciare seguire uno disordine per fuggire una guerra, perchè la non si fugge, ma si differisce a tuo disavvantaggio”

“Li Spartani tennero Atene e Tebe, creandovi uno stato di pochi; tamen le riperderono. Romani, per tenere Capua Cartagine e Numanzia, le disfeciono, e non le perderono”

“Ma nelle republiche è maggior vita, maggiore odio, più desiderio di vendetta: nè li lascia, nè può lasciar riposare la memoria della antiqua libertà: tale che la più sicura via è spegnerle o abitarvi”

“Camminando li uomini quasi sempre per le vie battute da altri, e procedendo nelle azioni loro con le imitazioni, nè si potendo le vie d’altri al tutto tenere, nè alla virtù di quelli che tu imiti aggiugnere, debbe uno uomo prudente intrare sempre per vie battute da uomini grandi, e quelli che sono stati eccellentissimi imitare, acciò che, se la sua virtù non vi arriva, almeno ne renda qualche odore: e fare come li arcieri prudenti; a’ quali, parendo el loco dove disegnono ferire troppo lontano, e conoscendo fino a quando va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiugnere con la loro freccia a tanta altezza, ma per potere con lo aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro”

“Perchè li iniurie si debbono fare tutte insieme, acciò che, assaporandosi meno, offendino meno: e’ benefizii si debbono fare a poco a poco, acciò che si assaporino meglio”

“…simile principe non può fondarsi sopra a quello che vede nè tempi quieti, quando e’ cittadini hanno bisogno dello stato, perchè allora ognuno corre, ognuno promette, e ciascuno vuole morire per lui, quando la morte è discosto; ma nè tempi avversi, quando lo stato ha bisogno dè cittadini, allora se ne truova pochi.”

“Perchè li uomini sono sempre inimici delle imprese dove si vegga difficultà”

“E la natura delli uomini è, così obbligarsi per li benefizii che si fanno, come per quelli che si ricevano”

“Perchè delli uomini si può dire questo generalmente: che sieno ingrati, volubili, simulatori, fuggitori dè pericoli, cupidi di guadagno; e mentre fai loro bene, sono tutti tua, òfferonti el sangue, la roba, la vita, e’ figliuoli, quando el bisogno è discosto; ma, quando ti si appressa, e’ si rivoltano”

“E li uomini hanno meno respetto ad offendere uno che si facci amare che uno che si facci temere; perchè l’amore è tenuto da uno vinculo di obbligo, il quale, per essere li uomini tristi, da ogni occasione di propria utilità è rotto; ma il timore è tenuto da una paura di pena che non abbandona mai”

“…ma, sopra a tutto, astenersi dalla roba d’altri; perchè li uomini sdimenticano più presto la morte del padre che la perdita del patrimonio”

“debbe di quelle pigliare la volpe et il lione; perchè il lione non si difende da’ lacci, la volpe non si difende da’ lupi. Bisogna adunque essere volpe a conoscere e’ lacci, e lione a’ sbigottire i lupi”

“e sono tanto semplici li uomini, e tanto obediscano alle necessità presenti, che colui che inganna troverrà sempre chi si lascerà ingannare”

“E li uomini in universali iudicano più alli occhi che alle mani; perchè tocca a vedere a ognuno, a sentire a pochi”

“Se dua potenti tua vicini vengono alle mani, o sono di qualità che, vincendo uno di quelli, tu abbia a tenere del vincitore, o no. In qualunque di questi dua casi, ti sarà sempre più utile lo scoprirti e fare buona guerra; perchè nel primo caso, se non ti scuopri, sarai sempre preda di chi vince, con piacere e satisfazione di colui che è stato vinto, e non hai ragione nè cosa alcuna che ti difenda nè che ti riceva. Perchè chi vince, non vuole amici sospetti e che non lo aiutino nelle avversità; chi perde, non ti riceve, per non avere tu voluto con le armi in mano correre la fortuna sua”

“perchè sono di tre generazioni cervelli, l’uno intende da sè, l’altro discerne quello che altri intende, el terzo non intende nè sè nè altri, quel primo è eccellentissimo, el secondo eccellente, el terzo inutile”

“non si vorrebbe mai cadere, per credere di trovare chi ti raccolga”

“La fortuna è donna: et è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla…e però sempre come donna, è amica de’ giovani, perchè sono meno respettivi, più feroci, e con più audacia la comandano”

“Dio non vuole fare ogni cosa, per non ci torrè el libero arbitrio e parte di quella gloria che tocca a noi”

“A ognuno puzza questo barbaro dominio”

Il Mattino Dei Maghi – Pauwels, Bergier

“Anche un’epoca di oppressione è degna di rispetto, perchè essa è opera non degli uomini ma dell’umanità, dunque della natura creatrice, che può essere dura, ma non è mai assurda. Se l’epoca che noi viviamo è dura, abbiamo tanto più il dovere di amarla, di penetrarla con il nostro amore, fino a quando non avremo spostato le pesanti masse di materia che nascondono la luce che risplende dall’altra parte”

“Non bisogna contare troppo su Dio, ma forse Dio conta su di noi”

“Inventai la favola della scimmia e della calabaza. Gli indigeni, per catturare viva la bestia, fissano ad una palma da cocco una calabaza contente arachidi. La scimmia accorre, infila la mano, afferra le arachidi, serra il pugno. Allora non può più ritirare la mano. Ciò che ha afferrato la tiene prigioniera. Bisogna palpare, esaminare i frutti-trappola, poi ritirarsi con destrezza. Soddisfatta una certa curiosità, conviene riportare agilmente l’attenzione sul mondo i cui siamo, riconquistare la nostra libertà e la nostra lucidità, riprendere il nostro cammino sulla terra degli uomini alla quale apparteniamo”

“In verità ci si rifiuta a questo sforzo, non per timore dello sforzo, ma perchè si ha il presentimento che esso porterebbe come conseguenza un mutamento dei modi di pensare e di esprimersi, una revisione dei valori fin qui ammessi”

“Senza dubbio la libertà è conciliabile con questo eterno presente. “Il passeggero che risale la Senna in battello sa prima quali ponti incontrerà. Egli non è meno libero nelle sue azioni, non è meno capace di prevedere ciò che potrà accadere nel tragitto”. Libertà di divenire, in seno ad una eternità che è. Duplice visione, meravigliosa visione del destino umano legato alla totalità dell’universo!”

“La prima idea veramente feconda è che vi è uno spostamento di fini. Un cavaliere delle crociate, se tornasse tra noi, domanderebbe subito perchè non si utilizza la bomba atomica contro gli infedeli. Di cuore fermo e di intelligenza aperta, alla fine dei conti, egli sarebbe sconcertato meno dalle nostre tecniche che dal fatto che gli infedeli hanno ancora metà del Santo Sepolcro, mentre d’altra parte l’altra è nelle mani dei Giudei. La cosa che non capirebbe è una civiltà ricca e potente, la cui ricchezza e potenza non siano esplicitamente consacrate al servizio e alla gloria di Gesu.”

“Gli antichi erano indubbiamente malvagi quanto noi, ma lo sapevano. Quella saggezza li induceva a porre delle barriere. Una bolla papale condanna l’impiego del treppiede destinato a tenr fermo l’arco: quell’arnese, aggiungendosi ai mezzi naturali dell’arciere, avrebbe reso il combattimento inumano. La bolla fu rispettata duecento anni. Orlando a Roncisvalle, abbattuto dalle fionde saracene, esclama: “Maledetto sia il vile che inventò armi capaci di uccidere a distanza!”…. a furia di emancipare tutto, abbiamo emancipato anche la guerra”

“Il secondo di questi libri sarebbe dedicato alla fisiologia. Insegnerebbe tra l’altro il modo di uccidere un uomo toccandolo: provocando cioè la morte per inversione del flusso nervoso(Ken Shiro? blink.gif )”

“Se io sono salito così in alto è perchè ero sulle spalle di giganti” (Newton)

“Noi possiamo più di quanto sappiamo…Benchè tutto non sia permesso, tutto è possibile” (Ruggero Bacone)

“Alcuni anni dopo Hiroshima Oppenheimer doveva dichiarare “In un senso profondo che nessuna canzonatura a buon mercato potrebbe cancellare, noi scienziati abbiamo conosciuto il peccato”. E mille anni prima un alchimista cinese scriveva “Commetteresti un terribile peccato se svelassi ai soldati il segreto della tua arte. Fa attenzione! Che non ci sia neanche un insetto nella stanza dove tu lavori!”

” Viviamo in un regime di inquisizione in cui l’arma più frequentemente impiegata contro la realtà non conformista è il disprezzo accompagnato dallo scherno.”

“Una bella mattina del giugno 1940, il cielo di Parigi si oscura, l’aria si impregna di vapori di benzina e sotto la nuvola immensa che annerisce i visi scomposti dallo stupore, dal terrore, dalla vergogna, una civiltà vacilla, milioni di esseri fuggono a caso, sulle strade mitragliate. Chiunque abbia vissuto questo, e conosciuto anche il crepuscolo degli dei del Terzo Reich, può immaginare la fine di Cordoba e di Granada, e mille altri fini del mondo, nel corso dei millenni. Fine del mondo per gli Incas, fine del mondo per i Toltechi, fine del mondo per i Maya. Tutta la storia dell’umanità: una fine senza fine…”

“Forse risulterà loro evidente che l’idea di una continua e lenta evoluzione della intelligenza, di un continuo e lungo progredire del sapere, non è un’idea sicura ma un tabù che noi abbiamo eretto per crederci beneficiari, oggi, di tutta la storia umana. Perchè le civiltà passate non avrebbero conosciuto folgorazioni improvvise durante le quali la quasi totalità della conoscenza sarebbe stata loro svelata? perchè ciò che avviene talvolta nella vita di un uomo, l’illuminazione, l’intuizione folgorante, l’esplosione del genio, non si sarebbe prodotta più volte nella vita dell’umanità?”

“Alcune credenze e leggende che l’antichità ci ha lasciato sono radicate così universalmente e profondamente, che abbiamo preso l’abitudine di considerarle vecchie quasi quanto l’umanità stessa. ora, si è indotti a cercare fino a che punto l’uniformità di molte credenze e leggende sia un effetto del caso, oppure fino a che punto potrebbe essere il riflesso dell’esistenza di un’antica civiltà, del tutto sconsciuta e insospettata, e di cui sarebbe scomparsa ogni altra traccia”

“Perchè la storia avrebbe il privilegio, sulle altre scienze moderne, di poter spiegare tutti i fenomeni in modo soddisfacente per la ragione?”

“L’uomo comune, carnale e sensuale, non sarà mai un gran santo. Nè un gran peccatore. Noi siamo, la maggior parte, soltanto esseri contraddittori e, tutto sommato, trascurabili. Seguiamo la nostra strada di fango quotidiano, senza capire il significato profondo delle cose, ed è per questo che il bene e il male, in noi, sono identici: occasionali, senza importanza”

“Ora bisogna scegliere, essere con noi o contro di noi. Mentre Hitler pulirà la politica, Hans Horbiger spazzerà via le false scienze. La teoria del ghiaccio eterno sarà il segno della rigenerazione del popolo tedesco.”

“…quando i giganti erano ancora mescolati agli uomini
nei tempi in cui mai nessuno parlò” (Hugo)

“La nostra mente rifiuta di ammettere che la germania nazista incarnasse i concetti di una civiltà senza rapporto con la nostra. E tuttavia è proprio questo, e nient’altro, che spiega questa guerra, una delle sole della storia conosciuta, la cui posta sia stata realmente essenziale. Bisogna che una delle due visioni dell’uomo, del cielo e della terra, trionfasse, quella umanistica o quella magica. Non era possibile la coesistenza, mentre volentieri si immaginano coesistenti il marxismo e il liberalismo: essi poggiano sulla stessa base, appartengono allo stesso universo”

“Voi non sapete niente di me, i miei camerati del partito non hanno alcuna idea dei sogni che mi visitano e del grandioso edificio le cui fondamenta almeno saranno state poste quando morirò…il mondo è ad una svolta decisiva, eccoci alla cerniera dei tempi…ci sarà uno sconvolgimento del pianeta, che voi non iniziati non potete capire…ciò che accade è più dell’avvento di una nuova religione…” (Hitler)

“Sarebbe facile evitare le apparizioni e i loro pericoli. Basterebbe che tu ti comportassi da uomo comune. Ma cosa hai guadagnato per questa via? Resti un prigioniero nella prigione del tuo corpo fino a quando il carnefice <morte> non ti condurrà al patibolo”

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